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Attualità

Palazzo Natta, restauro da milioni: capolavoro perduto. Il futuro? Per ora un buco nero

Di buone intenzioni è lastricata la via per Palazzo Natta. Un restauro durato 9 anni, per due milioni e mezzo di euro, poi l’ingresso nel 2007, in comodato gratuito, di Insubria e Politecnico, una convenzione di nove anni rinnovabile fino a cinquanta.

Così nelle sale magnifiche e sontuose sono approdate le sedi dei rettorati e di rappresentanza dei due atenei. Fino a gennaio 2017 quando il Magnifico Rettore del Politecnico di Como scrisse ai docenti: “Ce ne andiamo entro marzo”. Così fu (primo atto del lungo addio alla città formalizzato poi nel dicembre dello stesso anno).

Nel 2018, su ComoZero.it, abbiamo pubblicato un ampio fotoreportage dall’interno della struttura. L’edificio, costruito nel cuore del centro storico tra il 1735 e il 1744, giace inerte e dimenticato e, per il momento e per fortuna, in buone condizioni strutturali.

L’Insubria giusto pochi giorni fa ha riconsegnato le chiavi al Comune, con conferma di disdetta delle utenze. “Una lettera arrivata il 13 febbraio”, conferma l’assessore al Patrimonio, Francesco Pettignano. Insomma, Palazzo Natta è pienamente nelle mani del Comune, dopo quasi tre anni.

E ora? L’assessore ribadisce le stesse intenzioni dichiarate nel 2018: “Potrebbe diventare sede di uffici e assessorati”. Forse Turismo, forse Cultura, forse qualcosa. Tempi? “Impossibile dirlo al momento – spiega Pettignano – ora i tecnici dovranno valutare lo stato dell’edificio e riscontrare eventuali criticità e interventi necessari”.

Gli uffici comunali hanno sempre fame di spazi e certo una sede come Palazzo Natta ne nobiliterebbe l’attività. Resta che il libro dei sogni del Cernezzi ha giusto-giusto di recente ipotizzato un trasferimento del Comune in Ticosa. Tra sogni e bisogni però, l’aria è sempre immobile. E le strade, lastricate di quei buoni propositi di cui sopra, si diramano in troppe direzioni. O nessuna.

L’articolo che hai appena letto è stato pubblicato su ComoZero settimanale, in distribuzione ogni venerdì e sabato in tutta la città: qui la mappa dei totem.

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5 Commenti

  1. Cioè quanti spostamenti di uffici comunali vogliamo fare?

    Un giorno vogliono traslocare in Ticosa, un giorno in Palazzo Natta, domani dove? alla caserma De Cristoforis?

    Che poi palazzi storici del genere sono difficili da adattare a sedi di uffici.

  2. Non è discutibile la situazione. L’abbandono della Sede universitaria da parte del Politecnico e il mancato trasferimento della sede del Rettorato dell’Insubria sono scelte che nascono da lontano e imprevedibili quando si è deciso di ristrutturare il Palazzo più di 10anni fa.
    Quello che è sconcertante è l’approssimazione di oggi: “Potrebbe diventare sede di uffici e assessorati”. Forse Turismo, forse Cultura, forse qualcosa. Tempi? “Impossibile dirlo al momento ora i tecnici dovranno valutare lo stato dell’edificio e riscontrare eventuali criticità e interventi necessari”.
    Il “potrebbe” , l'”impossibile dirlo”, “dovranno valutare” e i “forse” (anche se non virgolettati nell’articolo) riecheggiano nelle stanze vuote fresche di stucco di Palazzo Natta la cui ristrutturazione è costata ai contribuenti 2,5 milioni di euro.
    L’Assessore al Demanio, in forza a Fratelli d’Italia ma eletto e in seguito “inciampato” con Forza Italia, è il simbolo vivente della capacità di governo che ha oggi questa maggioranza di centrodestra.

  3. qualche anno fa studenti del Politecnico avevano presentato in queste sale i propri oggetti di design;

    in attesa di idee fantasiose e stravaganti che a Como non mancano ?, esporre i disegni di Sant’Elia e i disegni di Terragni, Munari ecc. conservati in Biblioteca ?

    in alternativa possiamo aprire le porte agli indigeni Po-Jama People descritti da Frank Zappa

  4. sede di uffici e assessorati è un po’ vago…. il palazzo ha spazi adatti ad uffici e spazi di rappresentanza adatti a mostre, incontri ed eventi, oltre i due cortili ed il giardino retrostante (da valorizzare), credo che piazzare all’interno generici uffici senza valutare il valore degli spazi in questione sarebbe piuttosto riduttivo.
    inoltre il giardino confina con il Chiostrino di Sant’Eufemia e questo potrebbe fare pensare…

  5. Dai però!!!!! Un po di fantasia!!! Vista la mancanza di spazi espositivi perchè non adibirlo a questo? Non servirebbe quasi nulla… pochissimi arredi, qualche luce e …. le varie certificazioni di sicurezza e antincendio….(brivido lungo la schiena)

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