Esplode il caso delle violenze e del degrado in piazza Volta a Como.
Azione Como, la “costola” locale del partito fondato da Carlo Calenda, ha scritto una lettera aperta all’amministrazione comunale firmata da Fulvio Martello, referente provinciale.
Al centro del documento, gli episodi – putroppo anche violenti – che si sono registrati negli ultimi mesi tra piazza Volta e altre zone della città murata, laddove – secondo il partito – “quello spazio che negli anni scorsi dava vita ad una movida frizzante, dove si facevano spettacoli nella bella stagione, è diventato luogo di risse e di balordi, spesso giovani comaschi che bevono già nel pomeriggio e che in alcuni casi hanno dato vita a propri scontri tra bande”.
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Una tema – come diamo conto più sotto – sollevato con toni durissimi anche dal consigliere comunale Alessandro Rapinese, arrivato a chiedere anche le dimissioni dell’assessore alla Sicurezza, Elena Negretti, la quale a sua volta ha replicato a muso duro.
Tornando ad Azione Como, nel documento si parla di “pericolo per la gente e l’immagine della città [come] ha dichiarato ai media il vice presidente della Commissione Sicurezza del Comune di Como, Sergio De Santis (che a questa testata non invia per scelta i comunicati stampa, ndr) con tono analogo alle dichiarazioni di qualche settimana fa del suo collega di partito Butti, il quale denunciava una situazione fuori controllo. Come non essere d’accordo?”.
“Ma vorremmo ricordare a De Santis e Butti una cosa – continua la lettera di Azione Como – senza ironia e con preoccupazione: la maggioranza siete voi e nel bene o nel male, sta a voi intervenire, ora e con soluzioni concrete. Le supposizioni sulle motivazioni sociali di questo fenomeno non servono, come il dare la colpa alla pandemia o alle famiglie o ad altro. Quello che serve è riprendere il controllo della situazione secondo le regole che già esistono, e che vanno fatte rispettare nell’interesse di tutti”.
“Chi risiede in zona ha visto giovani ubriachi menarsi, spaccare bottiglie, infastidire passanti (soprattutto donne), anche ragazzine pisciare nei portoni e motorini danneggiati – prosegue la lettera aperta del partito di Calenda – Quello che era il “salotto buono” è diventato purtroppo un luogo sempre meno accogliente e sicuro. Sono state promesse telecamere, peraltro non installate, ma quello che davvero manca è il pattugliamento della zona, senza la spettacolarizzazione di alcuni “controlli dei bar per verificare le disposizioni del DPCM”. Serve fare sentire la presenza delle istituzioni (al di là degli interventi dopo le segnalazioni), per prevenire le situazioni gravi di cui da mesi si avevano chiare avvisaglie”.

“Non vogliamo rimarcare la situazione di disagio, ma non possiamo aspettare la prossima rissa o qualcosa di peggio perché le cose cambino – conclude il documento di Azione Como – Landriscina, De Santis, Butti fate qualcosa ora. E non lo chiediamo per propaganda elettorale, ma per senso civico”.
Come detto, in consiglio comunale il consigliere Alessandro Rapinese ha riferito testualmente una testimonianza shock che riportiamo di seguito così come riferita in aula.

“Ho una madre 86enne che vive in piazza Volta che già prima dell’era Covid era tenuta sveglia per gran parte della notte da gruppi di ragazzi che utilizzavano e utilizzano piazzetta Jasca come punto di ritrovo per farsi canne, bere super alcolici e conseguentemente vomitare, litigare, trombare, fare pipì quando va bene e lasciare tracce indelebili del loro passaggio negli androni, sui davanzali delle finestre e per terra.
L’unica volta in cui mia madre ha chiesto con gentilezza di fare più piano si ù sentita dire di tutto, del tipo “crepa vecchia tr…” e ne è rimasta irreparabilmente turbata. Nel frattempo arriva il Covid e gli stessi luoghi diventano sancta sanctorum dei ragazzi di cui sopra per le poche ore d’aria che gli vengono concesse. Stavolta però sono anche rabbiosi, oltre che maleducati.
Settimana scorsa non riuscivo ad uscire dal portone occupato da due mini-cars e ho chiesto se per favore potesserlo spostarle. Mi è stato risposto “minchia che due cogl…” e al mio rimprovero molto calmo ma deciso me ne sono trovati intono 12, minacciosi, piuttosto esaltati, decisi a farmela pagare se avessi solo detto bah.
Me ne sono andato e la mattina l’androne del palazzo di famiglia era stato sapientemente vandalizzato con la ciliegina sulla torta di un bello stron.. sul passaggio. Questi qui non sono ragazzi delle periferie difficili. Sono viziatelli […] Tutti i sabati e domeniche mattina piazza Volta è un tappeto di cocci di bottiglia, bicchieri di plastica e pozze di vomito. Il tutto alla faccia della supposta nuova coscienza ecologica dei giovani d’oggi. Non colpevolizzo ma francamente mi porrei qualche domanda”.
“Se io avessi un assessore alla Sicurezza che lascia un luogo della città qualsiasi in queste condizioni – ha chiosato Rapinese – probabilmente da sindaco gli o le avrei anche vietato l’ingresso in città dopo averla cacciata dall’amministrazione. Assessore Negretti, io fossi in lei mi dimetterei”.
Negretti ha dunque replicato altrettanto duramente.

“Abbiamo incontrato i residenti – ha detto l’assessore Negretti – Ringrazio le forze dell’ordine, mentre noi come Comune abbiamo provveduto a installare delle telecamere per controllare la piazza ma non disponiamo di un numero di agenti così ampio da poter gestire quel numero di persone che si riversa nella piazza. Dobbiamo contenere questo fenomeno, anche perché questi ragazzi in questo momento hanno tante opportunità precluse per l’emergenza sanitaria, anche se ciò non li autorizza a fare quello che fanno in piazza Volta. Dalla settimana prossima – ha concluso Negretti – metteremo due pattuglie della polizia locale anche notturne su venerdì, sabato e domenica, che saranno affiancate sabato e domenica da pattuglie appiedate con unità cinofile. Niente come l’invidia è capace di rendere alcune persone ridicole, ma non per questo credo io mi debba dimettere”.
