Nuovo capitolo nella vicenda del lido di Villa Olmo con l’assegnazione non rinnovata allo storico gestore, Maurizio Locatelli, (c’era un’opzione +6 anni che il Comune ha preferito non attivare). Ora l’incertezza è totale ed è assai improbabile, se non impossibile, che il comune possa indire una gara e assegnarla prima in poco tempo. Detto questo ieri sera abbiamo dato conto di un commento del sindaco di Como a un articolo del quotidiano la Provincia (qui i dettagli).

Il Lido di Villa Olmo è una proprietà pubblica condotta ininterrottamente da 44 anni dalla stessa persona. A Como quando mi sono insediato c’era una persona che gestiva il Natale da trent’anni, il Carducci era considerato una proprietà privata e, se questo spazio di commento non avesse limiti di testo, potrei fare decine di esempi di beni pubblici considerati intoccabili da trasparenza e concorrenza. Con Rapinese questa storia è finita. Un bene alla volta normalizzerò la conduzione del patrimonio comasco. Se vuoi un immobile per tutta la vita non devi rivolgerti al Comune, devi trovartelo su immobiliare.it. Altrimenti devi ben sapere che anche per la tua concessione presto o tardi arriverà la fine. Che poi il quotidiano “La Provincia di Como”, autorevole quotidiano locale, definisca la fine di una concessione “sfratto”, la dice lunga sulla qualità dell’aria che si respira nella nostra città e quanto fosse necessario avere un sindaco come Rapinese…

Così questa mattina interviene Locatelli: “Vorrei chiarire una cosa senza polemica – sottolinea alla redazione – l’assegnazione del Lido per 44 anni non è avvenuta per grazia ricevuta o perché sono il più bello del reame: ci sono state gare a evidenza pubblica indette dal Comune e vinte anche con battaglie importanti (la chiusura il 31 luglio 2017, l’assegnazione contestata a un’altra società, struttura chiusa per un anno e poi il ritorno a Locatelli, Ndr). Nessuno mi ha regalato niente, chiunque può partecipare alle gare”. Locatelli si toglie anche un sassolino: “Gli impianti del Lido hanno sempre funzionato a differenza di quelli gestiti dal Comune di Como (riferimento alle piscine di Muggiò e via del Dos, Ndr)”.
Nei giorni scorsi, in diretta Ev, il sindaco ha parlato di continuità: “Ho sentito, ero convintissimo che mi contattasse per una proroga almeno per questa stagione. Però lunedì ho ricevuto la lettera che escludeva qualsiasi possibilità di prosecuzione”. Così stamattina è partito il trasloco: “Stiamo cominciando a svuotare magazzini e bar, non c’è altro da fare”.