Non proprio tutto sta filando liscio sulla questione mascherine a prezzo fisso. Come affermato e ribadito in più occasioni dal Commissario per l’Emergenza, Domenico Arcuri, lo Stato ha fissato per le farmacie il prezzo fisso al pubblico di 50 centesimi (al netto dell’Iva) per le mascherine chirurgiche.

Una cifra bassissima, certamente comprensibile se concepita per venire incontro alla cittadinanza in un momento di emergenza e di grande richiesta ma che sta mettendo in difficoltà molte farmacie negli approvvigionamenti: moltissimi distributori, infatti, vendono gli stock di mascherine a prezzi più alti di quello imposto per la vendita, determinando una perdita secca per gli esercizi.
QUI L’ULTIMA INTERVISTA A DOMENICO ARCURI SULLE MASCHERINE A PREZZO FISSO
Lo Stato, in teoria, ha comunque garantito un ristoro ai farmacisti ma, per ora, quando e come arriverà non è chiarissimo.
Ne sono nate situazioni spiacevoli, come testimonia il cartello che spicca davanti a una farmacia di Como, la Arienti di via Milano.

Charissimo anche il messaggio a corredo: “Andrà tutto bene, lo speriamo tutti! Però caro governo sarebbe il caso di mettere in campo un’iniziativa SOLO quando si è in grado da subito di sostenerla”, scrivono dalla Farmacia Arienti.

“Lo stesso – proseguono – vale per Regione Lombardia e le sue mascherine gratuite annunciate una domenica di Aprile e consegnate solo dopo qualche giorno in una quantità talmente esigua da risultare come una goccia in mezzo ad un mare di persone che immediatamente hanno affollato le strade e la nostra farmacia alla disperata ricerca. Basta slogan e dichiarazioni improvvisate!”.
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