Ciliegi di via XX Settembre e lavori per il nuovo viale Geno. A distanza, cioè in due momenti diversi all’interno della puntata di Etg+ Sindaco di questa sera, venerdì 8 maggio, il primo cittadino Alessandro Rapinese ha toccato e in qualche modo unito le due questioni.

Con ordine. La conduttrice, la giornalista Anna Campaniello, ha chiesto: “Partono o non partono i lavori di riqualificazione di viale Geno?” (qui trovate le cronache anche per quanto riguarda i ricorsi al Tar). Per la precisione la prima tranche di lavori interessa il tratto da piazza Matteotti e Piazza de Gasperi che tecnicamente è ancora Lungolario Trieste. Ma per tutti i comaschi da sempre il segmento è già Viale Geno.

Risponde Rapinese: “Voi sapete bene che non dipende dal sindaco il fatto che partano o non partano i lavori. Il sindaco quello che doveva fare era stanziare i soldi e approvare il progetto. Quello lo abbiamo fatto. Noi come amministrazione dobbiamo ancora firmare il contratto perché all’epoca ci è stato impedito dal ricorso pendente. Adesso abbiamo vinto tutti e sei i ricorsi, tra l’altro quattro hanno pure pagato le spese. Di conseguenza penso che la prossima settimana si sistemeranno le scartoffie e poi gli uffici non possono far altro che partire. Anche perché c’è una preselezione di un accordo quadro di imprese e ci sono delle aspettative di iniziare. Non vedo come gli uffici possano non partire non appena saranno pronte le carte. C’è la questione di partire in stagione? (Turistica, ndr). Se non avessero fatto sei ricorsi per perderli probabilmente oggi saremmo già a buon punto. Tra l’altro penso che i cittadini siano felici di una riqualificazione di una parte importante di città”.

Osserva Campaniello: “Quindi potrà convivere (il cantiere, Ndr) con il periodo clou della stagione estiva”. Rapinese: “Bè, a Como ormai se dobbiamo guardare i periodi del turismo è difficile anche un clou in termini numerici. E’ come per la Piscina Sinigaglia, c’era da chiudere per fare una cosa, lo abbiamo fatto e poi l’abbiamo riaperta e oggi sono tutti contenti. E’ così in tutte le opere, se ogni volta devo ascoltare un motivo per ritardare. Poi ci sono due tipologie diverse, quelli che vogliono che Rapinese non faccia nulla e si inventano i ricorsi, chi dice ‘questo non è il momento giusto’… Ma il momento non c’è mai. L’unica cosa giusta è rifare viale Geno. Io sono uno spettatore, quello che dovevo fare l’ho fatto, ho dato i soldi e approvato il progetto. C’erano questioni legali e ribadisco, sbaragliati, sei vittorie su sei”.

Poi verso la fine della trasmissione la questione ciliegi dopo la notizia di oggi. Questa: Ciliegi di via XX Settembre, ennesima sconfitta di Rapinese: “Quanti soldi spenderà ancora?”.

Sollecitato da alcune domande dei telespettatori il sindaco risponde: “Ci sono innanzitutto due cause, una causa che ha fatto il comitato al Comune e dalla quale si sta difendendo; e una causa che ha fatto il Comune alla soprintendenza che arriverà in discussione. E’ evidente che quando il Tar si è mosso lo ha fatto in funzione del parere della sovrintendenza che è arrivato poche ore prima dell’udienza. La prima cosa che deve fare il Comune per ripristinare l’ordine cos’è? Sovrintendenza, ti avevamo chiesto i motivi per i quali lo avevi fatto, non lo hai motivato, noi ti abbiamo fatto un accesso agli atti e non mi hai risposto. Adesso vado dal giudice a dire ‘guarda che i motivi che ti ha detto per quel parere che ha fatto nottetempo non sono corretti. Questa era una fase difensiva nei confronti del comitato che ci ha fatto causa, noi non possiamo mollare quella causa lì finché non abbiamo sciolto la sovrintendenza. Però c’è un tema da dire, la cosa più importante. Io mi ricordo sul Carducci (qui le cronache) dicevano ‘è persa, è persa, è persa’ e adesso non parlano più. Ma c’era stata la stessa sequenza di prime fasi… Volevo dire una cosa visto che me l’hanno chiesto, parlano dei termini economici (il comitato nel comunicato di oggi, Ndr). Voglio rassicurare la cittadinanza sull’aspetto economico. Quanto è costata la causa dei ciliegi al Comune di Como? 650 euro in marche da bollo che sono andate allo Stato, dal Comune allo Stato son sempre rimasti nostri. 1524 euro inclusa l’Iva, inclusa l’Irpef, di conseguenza saranno 700 euro, a chi è andato oggi in Consiglio di Stato. Morale della favola, visto che chiedono quanto costano le cause, solo per difenderci dai commercianti di viale Geno abbiamo incassato il doppio. Faccio un conto rapido, per i ciliegi da quando la causa è iniziata abbiamo speso 2mila euro; solo in una settimana dai commercianti di viale Geno ne abbiamo incassati il doppio. Diciamo a chi parla dei costi per la causa sui ciliegi che ringraziamo i commercianti, ce l’hanno pagata loro. E in più il doppio, possiamo andare avanti due anni senza spendere un centesimo. Io dico sempre e solo una cosa, con Rapinese forse ride bene chi ride per ultimo”