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Como, vergognoso striscione di insulti e accuse (per di più sballate) al sindaco Rapinese ai giardini a lago

Ora, che questo giornale non abbia rapporti idilliaci con il sindaco di Como Alessandro Rapinese è un fatto notorio. Ma come sempre accade, al di là delle vedute diverse o degli scontri anche pesantissimi quando si è sul piano politico-amministrativo, l’aspetto personale rende ogni considerazione diversa. Dunque, quando ci è stato segnalato il grande lenzuolo appeso a una recinzione dei giardini a lago su cui – in estrema sintesi e senza riportare i termini esatti che pure sono intuibili – Rapinese viene pesantemente insultato, non abbiamo avuto dubbi nel riferire in termini concisi la notizia, se non altro per la grande visibilità dello striscione (anonimo, aspetto che conta), ma oscurando i termini più volgari, la cui pubblicazione non avrebbe cambiato il senso del breve resoconto.

La motivazione della scelta, nel tentativo di contemperare sia il diritto di cronaca (non dare la notizia avrebbe potuto ingenerare legittimi sospetti di censura) sia la tutela della persona e della nostra stessa testata, sta in un principio basilare: la persona viene sempre prima di tutto, qui. Inoltre, aggiungiamo persino una piccola valutazione ‘tecnica’ in più: del sindaco Rapinese si potrà anche pensare tutto il male possibile, ma definirlo come una sorta di politico obbediente agli imprenditori, oppure come un amministratore poco trasparente nella gestione delle finanze pubbliche, è piuttosto risibile. Anzi, per quanto ne sappiamo, si tratta oggettivamente di due tra le accuse più sballate in assoluto che gli si possano lanciare. E non si può dire che il primo cittadino non si presti a dibattiti infuocati su moltissimi altri temi.

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