Dal 16 gennaio a Bologna è attivo il limite di 30 Km/h sul 90% delle strade cittadine. Un provvedimento varato dall’amministrazione di centrosinistra per combattere incidenti e inquinamento ma che ha immediatamente suscitato polemiche e dibattiti in tutta Italia. Proprio oggi, peraltro, il ministero delle Infrastrutture presieduto dal leghista Matteo Salvini ha emesso una direttiva con cui in sostanza si stoppano provvedimenti simili specificando che le deroghe ai limiti di velocità vanno circoscritte e motivate.
La questione, inevitabilmente, ha fatto discutere anche sul Lario e uno dei più duri a contestatori delle città trasformate in maxi zone 30 è stato il coordinatore provinciale e consigliere regionale di Forza Italia, Sergio Gaddi, che aveva definito il provvedimento bolognese come “un’assoluta follia, un attacco ideologico, masochistico e arcobaleno, contro qualsiasi libertà, sostenuto dalla presunzione stupida e arrogante di poter controllare ogni aspetto della vita”.
E allora, per mettere alla prova le convinzioni granitiche del consigliere regionale comasco, siamo saliti in macchina con lui e abbiamo fatto un giro in auto per Como provando a rispettare un virtuale limite 30 km/h (anche dove non previsto) ma anche i 50 km/h (effettivamente in vigore) sulla Napoleona. Tra code, invettive, sorpassi (persino di un monopattino) e la convinzione di Gaddi che il limite attuale in Napoleona sia troppo basso, ecco come è andata. Il test sul campo nel video sopra.