Scadevano oggi i sei mesi per presentare ricorso in appello. Mentre il Comune di Como già da tempo ha deciso di non compiere ulteriori passi, gli esercenti della zona, dopo la sentenza che ha sancito definitivamente il coprifuoco, hanno deciso di tornare in aula.
Parliamo della vicenda di piazza De Gasperi, caso che ha animato le cronache cittadine negli ultimi anni:
Piazza De Gasperi: coprifuoco definitivo e risarcimento. Condannato anche il Comune: “Non ha vigilato”

C’è una significativa rimodulazione nell’assetto della difesa, segno di una precisa volontà: schierare i pezzi da novanta.
Uno era già in campo, si tratta dell’avvocato Giuseppe Marco Belvedere che, per il primo grado di giudizio, ha rappresentato i 4 locali della zona. Lo stesso legale, in questa fase due, rappresenterà il Sant’Agostino e L’Ox. L’avvocato Angelo Giuliano rappresenterà lo Yōko Sushi.

COPRIFUOCO IN DE GASPERI: TUTTA LA VICENDA
A due nomi già fortissimi ora si affianca il top di gamma italiano, lo Studio BonelliErede (tanto per capire: primo assoluto per fatturato con 166 milioni di euro e nella Top 50 delle law firm più innovative in Europa, secondo il Financial Times) che rappresenterà Carmine Giuliani (Bar Giuliani) portavoce degli esercenti.

“Abbiamo deciso di differenziare le difese – spiega Belvedere – perché la sentenza di primo grado ha accumulato tutti i locali come se fossero un’unica sorgente di disturbo ma è evidente che la posizione del ristorante Sushi (il più distante), per esempio, lo rende un caso diverso”. La vicenda è finita in tribunale dopo anni di tensione tra un residente e i titolari dei locali a causa della movida serale e notturna.

Fatale che la battaglia si sia giocata a suon di perizie e indagini fonometriche. E proprio su questi punti fondano, tra le altre cose, i capisaldi dell’appello. “La perizia deve essere rifatta o rinnovata – spiega il legale – quella di primo grado non ha calcolato il differenziale di emissione, cioè i rilievi non sono mai stati fatti con la i locali chiusi. Come si fa dunque a distinguere il rumore ambientale, di fondo, da quello dei locali?”.

Contestato anche il risarcimento in favore del residente (dei 240mila euro richiesti il giudice di primo grado ne ha riconosciuti 60mila) ma, dice Belvedere “non ci sono prove di un effettivo danno alla salute. Inoltre Ox e ristorante Yōko Sushi sono stati condannati al risarcimento anche per gli anni in cui non avevano ancora aperto. Nel 2013 non c’erano: il primo ha aperto nel 2014, il secondo nel 2015”.
L’udienza è fissata per marzo.
Intanto prosegue la trattativa tra Comune e esercenti per l’eventuale installazione dei dehors, strutture che dovrebbero mitigare i rumori serali e notturni. Allo stato il progetto è ancora in fase di valutazione. Avevamo anticipato i rendering lo scorso 10 gennaio:
IMMAGINI Piazza De Gasperi: contro il coprifuoco ecco i dehors fonoassorbenti
Come in ogni circostanza connessa a queste cronache abbiamo contattato il residente per una replica (o presa di posizione tramite i propri avvocati) evidenziando l’ovvia disponibilità a ospitare ogni voce. Per il momento non ci sono commenti.
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