Non si farà la nuova antenna per la telefonia mobile programmata nel quartiere di Lora. Il Comune di Como ha formalmente respinto la richiesta presentata dalla compagnia Iliad Italia per l’installazione di una stazione radio base in via Bruno Buozzi. A fermare definitivamente il progetto non sono stati i controlli sulla salute o sulle onde elettromagnetiche, bensì l’impatto visivo che un pilone alto più di trenta metri avrebbe avuto sul panorama comasco.
L’impatto visivo e la tutela delle colline
La decisione è arrivata al termine della conferenza dei servizi che ha messo attorno allo stesso tavolo gli enti responsabili del territorio. A pesare in maniera determinante è stato il parere negativo espresso dalla Commissione Paesaggio del Comune, confermato subito dopo dalla Soprintendenza per i Beni Culturali.
L’area individuata per l’impianto ricade infatti in una zona sottoposta a vincolo ambientale fin dal 1985, istituita proprio per proteggere i suggestivi quadri naturali che si godono dalle strade panoramiche della zona, tra cui via Oltrecolle e via Mirabello. Secondo i tecnici, la costruzione di un traliccio di 30 metri con quattro antenne principali e due parabole avrebbe rovinato irrimediabilmente la vista verso la collina di Brunate, creando una forte “intrusione visiva” in un contesto naturale ancora ben conservato e visibile da molteplici punti panoramici della città.
Emissioni nella norma, ma la tutela ambientale ha la precedenza
Dal punto di vista della tutela della salute, l’impianto aveva invece ottenuto il via libera. L’ARPA Lombardia (l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente) aveva espresso parere favorevole, confermando che i livelli di campo elettromagnetico stimati avrebbero rispettato pienamente i limiti fissati dalla legge per la protezione della popolazione.
Tuttavia, l’amministrazione comunale ha chiarito che il rispetto delle norme sanitarie non è sufficiente a superare il no della Soprintendenza. Si tratta di due ambiti di tutela distinti e indipendenti: la sicurezza della salute da un lato e la salvaguardia della bellezza del paesaggio dall’altro. La bellezza del territorio e l’identità dei luoghi comaschi hanno così avuto la priorità.
I prossimi passi per Iliad
Il diniego firmato dal Comune di Como offre ora alla società telefonica dieci giorni di tempo per presentare eventuali osservazioni o documenti integrativi per tentare di riaprire il confronto. In alternativa, Iliad potrà scegliere di impugnare la decisione presentando ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) entro sessanta giorni. Per il momento, il panorama di Lora e le viste verso Brunate rimangono al sicuro da nuove strutture metalliche.
