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Attualità

Manifestazione in piazza, Civitas si schiera con le famiglie: “La scuola non è un diritto di serie B. Riaprire subito”

“Sosteniamo il messaggio della ‘Rete Nazionale Scuola in Presenza’ che oggi, anche a Como, manifesta per il ritorno della didattica in presenza”.

Così fa sapere la lista comasca Civitas, guidata da Bruno Magatti e rappresentata in Consiglio comunale da Guido Rovi, dopo la manifestazione delle famiglie in piazza Cavour questo pomeriggio. Hanno richiesto a gran voce, e argomentando nel dettaglio, la riapertura delle scuole indipendentemente dal colore territoriale stabilito in chiave anti covid.

Ne abbiamo parlato qui:

Video – Como: “Dimenticati a distanza”. Le famiglie in piazza Cavour contro le scuole chiuse

Così è arrivata la nota di Civitas, la pubblichiamo integralmente:

Lo studio è un diritto fondamentale, a ricordacelo è l’art. 34 della Costituzione Italiana.

La scuola non è un diritto di serie B.

“E’ compito della repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitano di fatto la libertà e l’uguaglianza di dei cittadini…” (art. 3 comma 2 della Costituzione Italiana)

Le istituzioni hanno una grave responsabilità che, oggi, si devono assumere nei confronti di tutti gli studenti. Parliamo delle gravi mancanze del Comune di Como nei confronti dell’organizzazione degli spazi per la didattica, delle mancanze delle società pubbliche dei trasporti – come Asf e dei gravi ritardi di Regione Lombardia nelle vaccinazioni.

Questa situazione, frutto di ritardi, negligenze e disinteresse ed evidenzia l’esigenza di un cambio di rotta netto.

Dobbiamo fare presto e dobbiamo fare bene!

Loro sono inaffidabili, questo è evidente!

Lo hanno dimostrato su tutti i piani, ora è compito nostro e dei cittadini per rimediare a questi disastri!

4 Commenti

  1. Non sono i bambini della primaria e della secondaria di primo grado che fanno riempire le terapie intensive.

    Sig.ra Luisa Corti si faccia un giro Andate a Como a vedere i nonnetti che giocano a carte dentro, e rimarco dentro, pizzerie che dovrebbero fare solo asporto o il nugolo di persone che alle 17.00 si assembra per l’aperitivo (quindi mascherina giù) davanti ai bar.

    Le scuole devono essere aperte, la Costituzione con l’Art 34 sancisce il diritto all’istruzione.
    I bambini hanno diritto anche alla socialità.

    Bar, pizzerie, erboristerie e fioristi devono restare chiusi!

    L’aperitivo ed i caffè della mattina non sono un diritto e non sono un bene di prima necessità.

    L’educazione scolastica si.

  2. Condivido. Lei ha perfettamente ragione. La madre di tutte le battaglie è la vaccinazione. Il resto è conseguenza. È il motivo per cui trovo sconcertante il “pressapochismo” con cui la Regione Lombardia sta affrontando il tema vaccinazioni: Villa Erba si, Villa Erba no, Muggiò forse, piccoli siti nei comuni no, i privati forse. E trovo vergognoso gli errori del sistema di prenotazione dei vaccini per gli anziani. Queste manifestazioni dovrebbero avere uno scopo diverso: acceleriamo sulle vaccinazioni per poter aprire la scuola e tutto il resto. Purtroppo, a volte, si cerca di risolvere i problemi partendo dalla coda.

  3. C’è chi si schiera a fianco dei baristi, chi sostiene gli skylifisti, chi inneggia ai palestristi…..certo, ogni categoria votante ha bisogno di sostegno e i sostenitori se li spartiscono. Ma Civitas, tu che (forse) ragioni, devi per forza accodarti alle manifestazioni delle mamme? Certo – in una certa misura- rappresenti il popolo, ma devi rappresentarlo tutto, anche i nonni che non si sono potuti vaccinare. Che si ammalano se il nipote , a scuola o per andarci, si infetta. Manifesta invece e con forza per accelerare le vaccinazioni, e vedrai che i nipoti torneranno a scuola serenamente.

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