Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Attualità

Dormitori, da oggi aperti a metà. Chiusura totale l’8. Caritas: “Noi ci siamo ma dalle istituzioni nessuna soluzione”

I toni sono quelli della diplomazia. Ma basta l’ultima riga del lungo comunicato diffuso da Caritas per cogliere il senso generale del messaggio.

Come sempre la rete Caritas è pronta a dare il proprio contributo – in un’ottica di condivisione e non di supplenza – alle istituzioni del territorio, con cui è aperto un dialogo che, ad oggi, non ha però ancora portato a soluzioni percorribili”.

I dormitori cittadini si avviano alla chiusura, in primis delle misure straordinarie dovute all’emergenza Covid e, subito dopo, dell’intero servizio.

Già ComoAccoglie nei giorni scorsi aveva espresso enorme preoccupazione per i senzatetto che torneranno in strada.

Dormitori verso la chiusura. Allarme di ComoAccoglie: “Oltre 100 persone in strada. Servono risposte dal Comune” 

Spiegano da Caritas: “I dormitori cittadini gestiti dalla Fondazione Caritas Solidarietà e Servizio onlus all’interno del cosiddetto “Piano Emergenza Freddo” si avviano verso la chiusura. Ci riferiamo nello specifico alla tensostruttura collocata nel chiostro del Centro Pastorale Cardinal Ferrari e nell’adiacente dormitorio che si affaccia su via Sirtori. Attualmente vi sono ospitate circa 70 persone”.

E già da queste ore il primo cambiamento: “Da oggi, 1° giugno, l’apertura degli stessi – che era stata estesa sulle 24 ore con l’applicazione delle misura di contenimento della pandemia – verrà ridotta a 12 ore (dalle 20.00 alle 8.00) per arrivare alla definitiva chiusura il prossimo 8 giugno”.

Per quanto riguarda “le realtà gestite dalla rete Caritas” resteranno funzionati “il dormitorio comunale di via Napoleona e il dormitorio presso i missionari Comboniani di Rebbio in cui è in corso la riqualificazione e l’allargamento degli spazi nell’ottica di un miglior accompagnamento degli ospiti. Resta “inoltre funzionante il servizio mensa, che continuerà a fornire i pasti in modalità da asporto. Per tutto il periodo dell’emergenza, da marzo a oggi, sono stati distribuiti oltre 15mila sacchetti”.

Non manca una riflessione sul periodo del lockdown: “Quelli appena trascorsi sono stati mesi davvero intensi in cui la Caritas si è fatta carico dello sforzo umano ed economico di garantire l’estensione oraria del servizio – a tutela della salute degli ospiti e della collettività – per un periodo di oltre due mesi in più rispetto a quanto previsto dal “Piano Emergenza Freddo””.

Con un’amara constatazione: “Le caratteristiche delle strutture, degli spazi in cui sorgono e il tipo di servizio proposto, la cui progettualità ricordiamo è legata alla temporaneità dell’inverno, non consentono un ulteriore prolungamento”.

Quindi il problema centrale con un pensiero molto preciso da parte di Caritas, quello con cui abbiamo aperto l’articolo:

Siamo consapevoli di come molte delle persone che erano fino ad oggi accolte nei dormitori si ritroveranno senza un tetto e per questo invitiamo l’intera collettività ad una riflessione non solo sull’esigenza di dare risposte ai bisogni primari di chi vive in strada, ma ad andare più a fondo interrogandosi sulle cause che generano e alimentano l’esclusione.

Perché crediamo che i problemi di quanti vivono situazioni di difficoltà non si risolvono semplicemente trovando un posto in cui far passare loro la notte e questi mesi ce l’hanno ricordato. È necessario costruire percorsi, opportunità e relazioni che permettano loro di uscire dalla situazione di marginalità in cui si trovano a vivere.

A partire da questa riflessione invitiamo inoltre tutti a guardare al prossimo inverno quando – come più volte anticipato – gli spazi del Centro Pastorale Cardinal Ferrari, concessi in questi anni alla Caritas, non saranno più disponibili e si dovrà trovare una soluzione alternativa per dare un riparo ai senza dimora che vivono in città.

Come sempre la rete Caritas è pronta a dare il proprio contributo – in un’ottica di condivisione e non di supplenza – alle istituzioni del territorio, con cui è aperto un dialogo che, ad oggi, non ha però ancora portato a soluzioni percorribili.

La tensostruttura Caritas che, fino ad oggi, ha dato riparo a 50 persone è a disposizione gratuitamente, insieme agli arredi, per essere ricollocata in altro luogo idoneo all’accoglienza.

Caritas della diocesi di Como

Fondazione Caritas Solidarietà e Servizio – Onlus

CORONAVIRUS: TUTTI GLI AGGIORNAMENTI DA COMO, LOMBARDIA E TICINO

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Potrebbe interessarti: