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Attualità

Emergenza Freddo torna in Borgovico, ci pensa ancora Bongiasca: “Così ha chiesto Landriscina”. Ma del dormitorio permanente nessuna traccia

Accogliendo la richiesta del Sindaco Mario Landriscina e per venire incontro alla necessità di spazi più volte espressa dal Comune, la Provincia di Como concederà anche quest’anno l’uso della palazzina dell’ex Caserma dei Carabinieri di via Borgovico come dormitorio temporaneo per i senzatetto”, così fa sapere in una nota chiaramente studiata al dettaglio (vedi il primo passaggio evidenziato che ha certo un pizzico, e più, di sapor politico) il presidente della Provincia di Como, Fiorenzo Bongiasca.

Dunque per il secondo anno la soluzione – al netto della possibile riapertura di altri spazi diocesani – non arriva dal Comune, che pure in consiglio ha visto un voto a maggioranza per l’apertura di un dormitorio permanente per senzatetto.

“Valutata con i nostri uffici la compatibilità con le tempistiche ipotizzate per altre destinazioni di quell’immobile, abbiamo confermato la disponibilità dei nostri spazi anche per quest’anno al Sindaco Landriscina – aggiunge Bongiasca – In passato la palazzina della ex caserma era stata utilizzata per l’accoglienza dei migranti, abbiamo quindi scelto di metterla di nuovamente a disposizione della comunità. Proprio oggi abbiamo pertanto provveduto a trasmettere al Comune il contratto di comodato, che proporne le medesime condizioni dello scorso anno, e avrà durata fino a maggio 2022”.

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2 Commenti

  1. È strano come si continui a gestire il problema dell’asilo invernale dei senzatetto come un’emergenza quando il Consiglio Comunale ha votato a maggioranza l’allestimento di un dormitorio in città. È strano perché chi si espresse per il dormitorio, avrebbe voluto risolvere il problema in modo strutturale proprio per evitare di doverlo affrontare ogni anno come una periodica emergenza. Se la memoria non inganna, tutte le forze politiche, ad eccezione di Lega e Lista Rapinese, votarono a favore del dormitorio. Evidentemente, la Lega e i suoi amici “moderati” (sich!) erano convinti che la strategia di eliminare le “aree di comfort” (mai termine fu meno adatto) dei senzatetto in città, fosse il modo migliore per veder traslocare questi disperati. Oggi siamo punto e a capo: il problema persiste e i traslochi non si vedono. È necessario che qualcuno cominci a spiegare a questi signori la differenza tra slogan e politica o meglio, citando Ligabue, tra palco e realtà. E purtroppo per tutti noi, gli slogan e le smargiassate da osteria sono le “aree di comfort” di chi non è in grado di risolvere i problemi. Speriamo che la prossima primavera si troverà un dormitorio anche per loro.

  2. Come se servisse ulteriore dimostrazione dell’utilità di un dormitorio: offre un’alternativa alla strada e riduce i senzatetto in giro (basta vedere davanti a San Francesco come sia cambiata la situazione) e il disagio da loro creato.

    Sia mai che questa giunta prenda una volta una decisione sensata.

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