Ha fatto molto discutere la definizione di “obbrobrio” usata dal sindaco di Como Alessandro Rapinese in relazione allo stato attuale del Mercato coperto. Un termine forte impiegato per inquadrare la situazione emersa nell’ultimo sopralluogo alla struttura, trovata in condizioni fatiscenti, almeno in alcuni punti, tra banchi semiabbandonati e incuria.
Direttamente dal gazebo, sul tema – e sul termine specifico scelto dal primo cittadino – è intervenuto con una presa di posizione sulla pagina facebook anche il coordinatore provinciale di Forza Italia e consigliere regionale, Sergio Gaddi.
Ho letto che il sindaco ha definito “obbrobrio” il mercato coperto di Como. Io invece credo che sia uno dei luoghi più belli e vivi della città, un baluardo di allegra cordialità e genuina difesa della cultura e della qualità alimentare contro la fredda invasione della grande distribuzione. L’unico spazio dove ancora si respira un po’ di quell’atmosfera tipica e piacevole che qualifica le città più dinamiche.
Il mercato alimentare è parte essenziale della nostra identità, punto di incontro di operatori locali che ancora amano il loro lavoro. Io credo che il mercato coperto di Como possa certamente essere migliorato strutturalmente, ma deve essere prima di tutto apprezzato e difeso, e non solo perchè è un servizio essenziale e insostituibile per la città, ma anche perchè è una delle più grandi opportunità turistiche. Senza essere snaturato, senza essere sterilizzato, senza essere trasformato in un non-luogo gelido e burocratico.
La vitalità del mercato, di tutti i mercati, si sostiene, non si combatte.