RADIO COMOZERO

Ascolta la radio
con un click!

Ambiente, Attualità

Giardini a Lago, rabbia del mitico Nini: “Scempio Como, hanno demolito tutto e nessuna idea. Importa a pochi”

Un’amara riflessione caratterizza il pesante sfogo di Nini Binda, storico assessore al Verde della giunta Botta, imprenditore in pensione e grandissimo innamorato della città, dopo essere passato e ripassato nella zona dei Giardini a Lago, in parte ancora in fase di cantiere e in parte inaugurato, di recente, dalla giunta del sindaco Alessandro Rapinese.

“Innanzitutto, è evidente come alla gente non interessi la propria città. Ai comaschi non importa osservare un’area di pregio come questa in simili, disastrose condizioni (ne parlavamo già lo scorso primo giugno con questo articolo, Ndr). Un vero scempio, hanno demolito tutto, non c’è un’idea. Ma tanto, ripeto, sembra importare a pochi”.

Parole dure che portano con sé un amore viscerale per Como. Proprio lui nei primi anni 2000 promosse la riqualificazione della zona e del cannocchiale al Tempio Voltiano.

Inaugurazione della parziale riapertura dei giardini a lago con spettacolo per i bambini

“Ma avete visto come è ridotta oggi questa zona? Già tutto rovinato, preda di persone che la utilizzano per ogni scopo, nessuna attenzione. Sono allibito. Oltre all’incuria e forse all’incompetenza di
chi è stato preposto a tale compito, mi spiace anche intuire che la maggior parte dei comaschi sia forse interessata solo al calcio”, dice Binda.

“È sotto gli occhi di tutti: nella parte dei giardini riaperta al pubblico ci sono cordoli mancanti, pavimentazione sconnessa. Il prato del cannocchiale è già in pessime condizioni così come il verde. Quest’area è rimasta chiusa due anni e, ad esempio, non si è pensato a mettere neanche gli impianti di irrigazione”, sbotta Binda.

E proprio da inizio giugno, dopo la parziale apertura del cannocchiale davanti al Tempio Voltiano, prima parte dei giardini a lago tornata fruibile dopo un cantiere iniziato nel febbraio 2024, tra
risoluzioni del contratto alla prima impresa aggiudicataria, proroghe e varianti, in tanti si fermano proprio in questa zona della città.


E così ecco che, complice anche la maleducazione e la mancanza forse di maggiori controlli, il degrado prende piede. Gente accampata ovunque nelle aiuole e rifiuti lasciati ovunque.

giardini a lago

Critiche arrivano poi anche rivolgendo lo sguardo alla parte di cantiere ancora in essere. “Immagino che anche qui, una volta riaperto, lo spazio diventerà subito incontrollato. Quello che ho visto è addirittura peggio di ciò che avevo immaginato e mi meraviglio del sindaco che è cresciuto a Como e dovrebbe avere a cuore la sua città”.

Ma siamo sicuri che alla città tutto ciò interessi? Questo ancora una volta l’interrogativo principale di Nini Binda. “I grandi ricchi del mondo non sono ancorati al territorio, hanno molto meno a cuore la collettività rispetto a famiglie come la mia che avevano nel Dna; impegno ad occuparsi della loro città. Servirebbe la cultura dei vasi comunicanti tra grandi e piccole realtà ma sono i comaschi che devono tornare ad amare la loro città e ritrovare l’orgoglio di viverci”.

giardini a lago

E facendo un balzo indietro nel tempo ecco che “è fondamentale coinvolgere persone competenti. Ricordo che, ai tempi della giunta Botta, la delega al Verde venne inizialmente assegnata al
validissimo Mascetti che però, conoscendo le proprie competenze, disse al sindaco Botta che del Verde me ne sarei sicuramente occupato meglio io viste le mie conoscenze. E così fu. Perché ciò che conta è affidare gli incarichi in base alle singole professionalità, attitudini e conoscenze. Così andrebbe sempre fatto, cosa che non sempre mi pare capiti”.

Sempre sulla situazione dei giardini a Lago di recente è intervenuta anche l’associazione Nova Como per sottolineare come “il cantiere sia ancora aperto, con ampie aree interdette e l’assenza di una data certa per la conclusione dei lavori”. Inoltre, come spiega Nova Como, ripercorrendo le diverse fasi progettuali, i ritardi e le varianti all’opera, “i Giardini a Lago sono il simbolo di Como. I cittadini meritano opere finite, non inaugurazioni parziali. Perché la comunicazione può provare a riscrivere la realtà, ma i fatti restano. E oggi i fatti dicono che il principale parco della città è ancora un cantiere”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
TAG ARTICOLO:

Potrebbe interessarti:

Videolab
Turismo
×