Mentre i grandi colossi bancari continuano a chiudere filiali, lasciando molti piccoli centri senza servizi, le Banche di Credito Cooperativo (BCC) scelgono la strada opposta: restare sul territorio e spingere sull’acceleratore dei finanziamenti a famiglie e imprese.
I dati del 2025, presentati dal presidente della Federazione Lombarda delle BCC Alessandro Azzi durante l’assemblea annuale alla Certosa di Pavia, disegnano il ritratto di un modello economico che non solo resiste, ma cresce a ritmi decisamente superiori rispetto alla finanza tradizionale.
I numeri del boom: +4,4% di prestiti a famiglie e imprese
Nel corso del 2025, le 26 BCC della Lombardia hanno erogato prestiti per un totale di 25,9 miliardi di euro (impieghi lordi). Questo dato segna un aumento del 4,4% su base annua, una crescita netta se confrontata con il più timido +0,9% registrato nello stesso periodo dall’industria bancaria “classica”.
I finanziamenti si sono concentrati principalmente su due fronti:
- Famiglie: 10 miliardi di euro erogati, con un balzo del +5,5% (contro il +3,7% del resto del sistema bancario).
- Comparto produttivo: oltre 14,6 miliardi di euro destinati al tessuto imprenditoriale lombardo.
Chi finanziano le BCC lombarde?
Il credito cooperativo si conferma il motore delle micro, piccole e medie imprese del territorio. Guardando ai settori chiave, la torta dei finanziamenti vede in prima fila l’artigianato (che raccoglie il 20% dei prestiti alle imprese) e l’agricoltura (21%). Seguono a ruota il turismo, l’immobiliare e le costruzioni, che pesano ciascuno per il 12%. Quasi un quinto del totale erogato alle imprese (il 19,8%) è andato a piccolissime realtà produttive locali.
Raccolta e utili: la fiducia dei risparmiatori
La vicinanza territoriale si traduce anche in una forte fiducia da parte dei risparmiatori. La raccolta diretta (depositi e conti correnti) ha raggiunto i 38 miliardi di euro (+4,2%, a fronte del +2,5% delle altre banche). Volano anche i fondi e il risparmio gestito (raccolta indiretta), che toccano quota 14,8 miliardi di euro, segnando un +7,3% rispetto al 2024.
Questo dinamismo ha permesso alle BCC lombarde di chiudere l’anno con un utile aggregato di 530 milioni di euro. Una solidità finanziaria che sostiene una rete imponente: 720 sportelli, circa 220 mila soci (+1,8% nell’anno), più di un milione di clienti e 5,4 mila dipendenti.
Presidio del territorio e l’alleanza con i Comuni contro lo spopolamento
Il dato più significativo riguarda l’impatto sociale della presenza fisica delle filiali. Le BCC operano in 514 comuni lombardi e, in ben 165 di questi, rappresentano l’unico sportello bancario superstite.
Proprio per contrastare la “desertificazione bancaria” e l’isolamento dei piccoli centri, è stato siglato un importante protocollo d’intesa tra Anci Lombardia e la Federazione Lombarda delle BCC. L’accordo punta a:
Ampliare il supporto finanziario ai Comuni.
Sperimentare soluzioni innovative e processi partecipati a livello locale.
Condividere dati e ricerche per sostenere le attività economiche e la rigenerazione urbana.
Il “vantaggio umano” e la sfida dell’intelligenza artificiale
”Nel sostegno all’economia reale le BCC hanno un vantaggio competitivo non banale: conoscono le imprese, i territori dove queste operano, chiamano per nome gli imprenditori”, ha sottolineato il presidente Alessandro Azzi.
Secondo Azzi, il ruolo delle banche di comunità sarà cruciale nei prossimi anni per guidare le piccole imprese verso la digitalizzazione e la sostenibilità, favorendo il passaggio generazionale. L’obiettivo principale resta quello di evitare che la transizione verso l’intelligenza artificiale – ormai indispensabile – diventi un fattore di esclusione economica per le piccolissime realtà produttive, che non devono essere lasciate sole di fronte ai cambiamenti tecnologici.