In principio furono le paratie, cantiere non ancora concluso dopo decenni di attesa, ora invece il nuovo dilemma riguarda i parapetti che dovranno adornare il lungolago di Como.
In entrambi i casi, parallelamente ai progetti ufficiali, in un percorso alternativo si è mosso, con l’intento di fornire idee e perché no possibili soluzioni, Edo Gilardi, professore comasco che già nel 2012 aveva pensato a un muro che si gonfiava automaticamente, da posizionare sul lungolago, al posto delle paratie.

Idea che venne progettata dall’ingegnere Andrea Pedretti per la società svizzera Airligh. Un piano che venne consegnato al sindaco Mario Lucini e in Regione Lombardia.
Il sistema era costituito da una serie di salsicciotti che, a comando, si gonfiavano riempiendosi d’acqua, diventando un muro. Andavano interrati a 50 centimetri di profondità e serviva una larghezza di 80 centimetri per il posizionamento.

Poi si seguì – come noto – un’altra strada, con la situazione tutt’oggi visibile e l’attesa della consegna definitiva del cantiere da Regione Lombardia al Comune di Como.
Stessa situazione si sta ora ripresentando per i famigerati parapetti, fonte di infinite polemiche. Tutto è cominciato il 13 maggio 2025 – con l’intervento di tutti i politici di riferimento sia a livello comunale che regionale – quando la presentazione del prototipo di parapetto studiato da Regione Lombardia, venne sonoramente bocciato da tutti aprendo di fatto il “caso parapetti”.
Un diluvio di critiche seppellì il modello e aprì una disputa feroce – tutt’ora in corsa – su come avrebbero dovuto essere e su chi avrebbe dovuto realizzarli.
Disputa che ha visto nascere opposti schieramenti. Tra i sostenitori dei vecchi parapetti storici con i timoni, a chi ha pensato a soluzioni più moderne fino a quanti hanno lanciato l’idea di non installarli del tutto come accade in altre città di lago.

Il tutto fino a quando è comparsa un’ultima idea: prevedere dei parapetti – molto semplici e lineari – sullo stile di quelli presenti lungo la passeggiata Gelpi.
Inutile dire che anche in questi mesi – con il gioco delle polemiche che si faceva sempre più duro – ancora una volta Edo Gilardi ha pensato a come venire incontro alle diverse esigenze e ha presentato dei rendering per dei possibili parapetti alternativi.

Lo stile è decisamente più orientato sul moderno ma “la versatilità dei manufatti, realizzati in alluminio e vetro, consente di inserire elementi a piacimento – ci racconta Edo Gilardi – Innanzitutto ho ipotizzato un modello che richiama lo stile dei parapetti presenti sulla passeggiata ex Amici di Como ex Zambrotta, con i vetri, dove è possibile inserire delle immagini, delle serigrafie. Si potrebbe infatti prendere il disegno dei vecchi timoni e riprodurlo. Nella parte sottostante del corrimano si può inserire una striscia di led molto particolari”.
Ma le idee non si esauriscono qui. Innanzitutto, va detto che sempre Gilardi nelle settimane scorse – come abbiamo potuto verificare – ha preso contatto con alcuni consiglieri regionali e con un assessore di Regione Lombardia per sottoporre quanto studiato.

In aggiunta è stato dato mandato a un’azienda specializzata del Comasco di prevedere tempi e costi per l’installazione di questi modelli. “Posso dire che le risposte sono confortanti, sia per i tempi di produzione che per il montaggio in loco. Ovviamente i tempi si allungano se viene previsto il sistema luminoso con le barre a Led, ma quest’ ultima parte può essere collegata e attivata in un secondo momento”, dice Gilardi.
Tornando al modello “la presenza dei led servirà anche, in base alle scelte effettuate, a creare delle animazioni e prevedere il cambio del colore di tratti del parapetto. Tutto questo verrà gestito da un computer controllato da remoto tramite anche una app su smartphone. Sicuramente questa soluzione sarebbe un’attrattiva molto gradita dai turisti nelle serate sul nostro lungolago”, aggiunge Gilardi.
Inoltre, i parapetti avrebbero un’ulteriore funzione. “Il vetro è staccato da terra di 10 centimetri. Spazio che, in caso di esondazione, ovviamente farà passare l’acqua ma non i detriti più grandi. Questi parapetti, infatti, sarebbero anche una protezione ulteriore, oltre alle paratie, per i rifiuti trasportati dal lago. Parapetti che potrebbero essere riproposti anche sulla diga foranea”, dice Gilardi.
Un piano pensato e ideato che non si limita infine ai soli parapetti della passeggiata ma che potrebbe spingersi fino alla zona del Tempio Voltiano, visto anche l’imminente arrivo delle celebrazioni voltiane del 2027. In questo caso la struttura del parapetto sarà identica ma “con l’inserimento di un particolarissimo sistema che renderà l’elemento estremamente interessante. Ma questa è un’altra puntata”.