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Como e i divieti: “Via le bici, via i bambini dalle scuole, via i tavolini. Alla fine andranno via i comaschi”

Ci si avvicina a Ferragosto ma la vita politica cittadina non sembra risentire del clima torrido. Se il sindaco dalle vacanze rimbrotta via social e rispedisce al mittente le critiche piovute sulla rivoluzione della Ztl, chi è rimasto in città accende la polemica su più fronti.

A intervenire con un video su Facebook è il segretario cittadino di Fratelli d’Italia Alessandro Nardone che prende spunto dall’ultima delibera che restringe lo spazio di manovra alle bici in centro stico, e analizza quella che viene definita la città del “via”.

Ecco le sue parole:

A Como, negli ultimi anni, c’è una parola che ha preso il sopravvento: via. Via le biciclette dal centro, via gli agricoltori dal mercato, via gli anziani dalla Combattenti, via i bambini dalle scuole, via tavolini, dehors e perfino le tovaglie colorate. E l’elenco potrebbe continuare. Peccato che la stessa determinazione non si veda quando si tratta di mandare via il degrado, l’insicurezza e di mantenere le promesse fatte ai comaschi. A forza di mandare via tutti, il rischio è che da Como se ne vadano proprio i comaschi. Nel 2027 sarà il momento di cambiare. Ma mandare a casa Rapinese non basta: dobbiamo costruire un’alternativa seria, credibile e con una visione di futuro. Ci stiamo lavorando, perché Como merita di più.

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