Un’opportunità culturale sfumata per Como si trasforma in un successo per Varese. Con la firma della convenzione ufficiale tra il Comune di Varese, l’Accademia di architettura dell’Università della Svizzera Italiana (USI) e la Soprintendenza archivistica della Lombardia, è stato formalizzato il trasferimento di una parte fondamentale dei fondi dell’Archivio del Moderno all’interno dell’ex Caserma Garibaldi in Piazza della Repubblica.
La consegna formale degli spazi da parte del sindaco Davide Galimberti segna l’atto finale di una vicenda iniziata nel gennaio 2019.

Il “no” di Como e la scelta strategica di Varese
Nel 2019, l’amministrazione comasca guidata dall’allora sindaco Mario Landriscina bocciò la proposta dell’USI di collocare la sede dell’Archivio a Como. La struttura individuata era lo storico edificio razionalista dell’ex Uli (Unione Lavoratori dell’Industria) in via Pessina, situato a ridosso della Casa del Fascio e di proprietà regionale (Ats).

Nonostante Como sia considerata la culla del Razionalismo italiano, l’ateneo elvetico ha virato su Varese. A determinare la scelta sono state la prossimità geografica al confine e gli efficienti collegamenti ferroviari con il Ticino, ideali per favorire il rientro in Italia di importanti lasciti archivistici.
Un nuovo polo culturale all’ex Caserma Garibaldi
I nuovi spazi varesini saranno pronti entro la fine di aprile, con il rientro dei primi fondi archivistici da Balerna previsto entro il 2027.

Davide Galimberti (Sindaco di Varese): «La rigenerazione urbana non è solo recuperare edifici, ma dare loro funzioni capaci di produrre cultura. Questo accordo rafforza i legami transfrontalieri e proietta Varese in una dimensione internazionale.»

Attilio Fontana (Presidente di Regione Lombardia): «Un risultato che valorizza un patrimonio di grande rilievo e consolida lo storico legame tra Varese e il Canton Ticino. L’insediamento di studenti e ricercatori renderà vivi questi spazi.»
Cos’è l’Archivio del Moderno
Fondato nel 1996 su impulso dell’architetto Mario Botta e diretto da Letizia Tedeschi, l’Archivio del Moderno è una fondazione dell’USI e un centro di ricerca di rilievo europeo. Si occupa di conservazione, studio e valorizzazione dell’architettura, del design, dell’ingegneria e delle arti visive del Novecento, custodendo i fondi di alcuni dei più importanti progettisti italiani.
