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In 5 giorni si decide il destino di 41 lavoratori in Lombardia, il capo dell’azienda non si vede mai

Nuovo stallo nella vertenza Airpack di Ossago Lodigiano. Nonostante l’interesse di nuovi acquirenti, la proprietà belga Abriso non cede sulla chiusura: il 3 maggio scade il termine ultimo per i 41 lavoratori.

Il muro della proprietà: no a Cassa Integrazione e offerte d’acquisto

L’ultimo incontro svoltosi ieri al Pirellone tra i sindacati (Filctem Cgil e Femca Cisl) e i rappresentanti della multinazionale Abriso si è concluso con un desolante nulla di fatto. La proprietà ha ribadito l’intenzione di procedere con la chiusura dello stabilimento, mostrando una rigidità estrema: ad oggi, l’azienda rifiuta di ricorrere alla cassa integrazione straordinaria, strumento che permetterebbe di congelare i licenziamenti e valutare le due manifestazioni d’interesse già pervenute da parte di altri imprenditori.

“L’azienda si è mostrata chiusa a tutte le nostre proposte – spiega Morwenna Di Benedetto (Cgil) – Non valuta la cassa né il tempo necessario per analizzare le offerte di acquisto di parte della produzione.” Peraltro, a dispetto delle richieste dei sindacati, al tavolo in Regione Lombardia ancora una volta non si è presentato il Ceo dell’azienda che ha inviato soltanto il direttore di stabilimento e il loro legale, fondamentalmente senza un vero potere di contrattazione.

Le richieste dei sindacati e l’incognita del 3 maggio

Il clima è di estrema incertezza. La procedura di licenziamento collettivo scadrà il prossimo 3 maggio: senza un accordo o una sospensiva, per i dipendenti scatterà la disoccupazione.

I segretari sindacali, tra cui Stefano Priori (Cisl), sottolineano come la Cassa Integrazione (CIG) servirebbe a:

  1. Traghettare il sito produttivo verso la nuova gestione.

  2. Sgravare l’azienda dai costi diretti del personale durante la trattativa di vendita.

  3. Dare respiro economico alle 41 famiglie coinvolte.

Il 30 aprile l’ultima chiamata: atteso il CEO al tavolo

Tutte le speranze sono ora riposte nell’incontro fissato per giovedì 30 aprile. Per la prima volta, al tavolo delle trattative è attesa la partecipazione del CEO di Airpack, finora grande assente nel confronto istituzionale. La sua presenza è considerata dai sindacati l’ultima opportunità per sbloccare il mandato negoziale e passare dalle parole ai fatti, evitando la chiusura definitiva di un sito storico per il territorio lodigiano.

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