RADIO COMOZERO

Ascolta la radio
con un click!

Attualità

“Italiani sudici terroni”. Polemica in Ticino, la tv precisa: “Collaboratore, non dipendente”

(Immagine di copertina tratta da Rsi.ch)

Nel bene e nel male, gli italiani animano (e popolano anche fisicamente) i dibattiti nella vicina Svizzera. E se talvolta, in particolare, la Lega dei Ticinesi cavalca temi e argomenti secondo un “padroni a casa nostra” declinato all’elvetica, in questo caso è dovuta intervenire anche la Radiotelevisione svizzera per mettere un punto alla polemica del momento.

Come segnala il partito che fu del mitico Giuliano Bignasca, tutto nasce da un commento apparso sul sito Quora.it dove gli utenti possono porre domande a cui altri possono provare a rispondere.

L’autore, che si definiva “collaboratore di Rete UNO dal 1999” aveva scritto testualmente: “Per alcuni svizzeri gli italiani di Sondrio, Como e Varese sono certamente dei sudici terroni extraconfederati (OK, ho appena inventato il termine per assonanza con “extracomunitari”) che vengono in Svizzera per rubare il lavoro e le donne. Sono tutti mafiosi e bisognerebbe costruire un muro per separare il Canton Ticino dall’Italia. Il partito politico di costoro? Ovviamente: la Lega. No, non quella di Salvini. La Lega dei Ticinesi“.

Polemica ovviamente divampata rapidamente e rilanciata con commento da parte del quotidiano online della Lega dei Ticinesi, sostanzialmente accusato di essere la fonte di quel genere di posizioni: “La risposta potrà essere soddisfacente per l’utente di Quora che ha posto la domanda – è stata la replica sul giornale online dei leghisti svizzeri – ma probabilmente non è ciò che si aspettano gli ascoltatori di Rete UNO, tantomeno i presunti svizzeri che definiscono gli italiani di Sondrio, Como e Varese sudici terroni e che tramite il canone finanziano lo stipendio di L.A. come tutti gli altri”.

Insomma vicenda scomoda e potenzialmente scivolosissima, tanto che alla fine, come riporta Mattinonline.ch, la Rsi è dovuta intervenire con una nota ufficiale per spegnere l’incendio: “Precisiamo che l’autore delle affermazioni citate non è mai stato e non è un dipendente della nostra Azienda, bensì un collaboratore esterno che ha partecipato, in veste di consulente e divulgatore scientifico, a un certo numero di trasmissioni. Le sue collaborazioni sono sempre state puntuali e sporadiche: la qualifica che egli si attribuisce nei suoi profili online – “collaboratore di Rete Uno dal 1999” – non corrisponde pertanto al vero. RSI ha intimato a l’immediata cancellazione di questa inesattezza dai suoi profili web e social. Le sue affermazioni ­­­- che la RSI deplora e da cui si distanzia – non sono riconducibili in alcun modo a RSI, a Rete Uno né ad alcuna/o delle sue collaboratrici/suoi collaboratori“.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
TAG ARTICOLO:

Potrebbe interessarti: