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Attualità

La pandemia falcia i conti di Asf: -600mila euro di utile, 10 milioni in meno dai biglietti, niente dividendi ai soci

La pandemia ha inciso pesantemente sui conti dell’azienda di trasporto comasca Asf.

Lo dicono i numeri del bilancio di esercizio 2020, approvato oggi dall’assemblea dei soci. Il documento approvato presenta un utile netto di 4,5 milioni di euro rispetto in calo di 600mila rispetto ai 5,1 milioni dell’esercizio precedente.

I ricavi derivanti dalla vendita di titoli di viaggio, durante l’emergenza sanitaria, si sono dimezzati rispetto all’esercizio precedente passando da 18 milioni di euro di introito a 8,6 milioni. A parziale ristoro della perdita, il legislatore è intervenuto assegnando risorse per circa 2,7 milioni di euro oltre al corrispettivo contrattualmente previsto.

Sul fronte dei costi, il totale dei costi della produzione dell’esercizio è risultato pari a 37,8 milioni rispetto a 44,7 milioni dell’esercizio precedente, con un risparmio complessivo dovuto a inferiori costi industriali (gasolio, ricambi, assicurazioni) e a una minore incidenza dei costi del personale, in considerazione del fatto che, per far fronte alle riduzioni del servizio attuate nella prima fase dell’emergenza, la società ha potuto beneficiare dell’effetto positivo della fruizione delle ferie e del ricorso al fondo bilaterale di solidarietà.

Infine, il risultato netto dell’esercizio può godere della minor incidenza delle imposte sul reddito grazie ai benefici fiscali previsti dalla legislazione legata all’emergenza.

Nononostante questo quadro critico, a partire dagli ultimi mesi del 2020, Adf ha proseguito il piano di assunzioni e di formazione del personale delle manutenzioni e di guida.

E’ stata però compiuta una scelta: per garantire le risorse finanziarie necessarie per far fronte a tutte le necessità che dovessero emergere ancora in relazione alla pandemia, i soci di Asf hanno deliberato di non distribuire dividendi sull’utile d’esercizio.

A titolo di info: il capitale della società è detenuto al 51% da Spt Holding Spa, mentre il 49% è della Omnibus Partecipazioni. L’azionariato di Spt Holding spa è costituito da Comune e Provincia di Como, Provincia di Lecco e Consorzio pubblico trasporti (Cpt). Gli azionisti privati di Omnibus Partecipazioni sono invece Arriva Italia ed il Gruppo Ferrovie Nord.

Sul fronte pratico, in ultimo, a partire da lunedì 26 aprile, la società aumenterà l’attuale offerta con l’aggiunta di oltre 20 corse, raggiungendo il massimo livello di volume di produzione di servizi mai raggiunto.

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3 Commenti

  1. Le aziende pubbliche o parzialmente pubbliche devono puntare al pareggio di bilancio. Non a creare utili. I soldi vanno spesi per aumentare corse, modernizzare i mezzi,offrire maggiori servizi ecc.

  2. HANNO FATTO UTILE DI 4 MILIONI E DITE CHE LA PANDEMIA FALCIA I CONTI. MA SCHERZATE? POI: 2 MILIONI DI AIUTI DAL GOVERNO….MALE

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