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“Bloccare i ristorni e finanziare un fondo per la sanità dei ticinesi”. La contromossa alla tassa sulla salute 

La Lega dei Ticinesi torna all’attacco sulla gestione delle risorse fiscali e propone una misura drastica per contrastare l’esplosione dei costi della salute: il blocco immediato dei ristorni delle imposte alla fonte versati ai comuni italiani di confine. L’obiettivo del movimento è chiaro: dirottare queste ingenti somme verso un fondo straordinario destinato ad abbattere l’onere dell’assicurazione malattia per i cittadini del Canton Ticino.

La denuncia: “Premi insostenibili per ceto medio e famiglie”

Nel comunicato diramato lunedì sera, la Lega dipinge un quadro di forte sofferenza sociale. Il movimento denuncia una pressione fiscale e assicurativa ormai fuori controllo, che colpisce in particolare le famiglie e il ceto medio. Sotto la lente d’ingrandimento finiscono i premi della cassa malati, definiti “in crescita a ritmi insostenibili”.

Secondo la nota leghista, la situazione attuale ha raggiunto un punto di rottura. “Non è più tollerabile che decine di milioni di franchi escano dalle nostre casse per andare a rimpinguare i comuni della fascia di confine, mentre i ticinesi devono scegliere se pagare l’affitto o le bollette dell’assicurazione malattia”.

Un fondo di emergenza con i soldi dei ristorni

La proposta operativa lanciata dal movimento prevede l’interruzione immediata dei versamenti verso l’Italia. La tesi sostenuta è che tali capitali, essendo generati sul territorio cantonale, debbano rimanere in Ticino per «dare ossigeno» alla popolazione locale.

Le risorse recuperate dal blocco dei ristorni andrebbero ad alimentare un “fondo di emergenza” finalizzato a finanziare, per la durata di almeno un anno, due misure cruciali già approvate in votazione popolare:

  1. Il tetto massimo del 10% del reddito disponibile da destinare ai premi sanitari.

  2. La deduzione integrale dei costi della cassa malati dalle imposte.

L’appello a Berna e Bellinzona e i rapporti con l’Italia

La Lega dei Ticinesi non risparmia critiche ai livelli istituzionali superiori, accusando il Consiglio di Stato e il Consiglio Federale a Berna di inerzia di fronte all’emergenza sanitaria. «Se non sono in grado di fermare l’esplosione dei costi della salute, allora dobbiamo farlo noi con le risorse che abbiamo», si legge nel testo.

Il comunicato si chiude con un monito che tocca i delicati equilibri diplomatici legati al nuovo accordo fiscale sui frontalieri. Il movimento sottolinea come la sofferenza economica dei ticinesi debba avere la precedenza sugli impegni finanziari verso l’Italia: “L’Italia non può continuare a incassare come se nulla fosse mentre i ticinesi soffrono”.

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