La Lombardia è stata inserita dal governo, su indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità e sulla base dell’indice Rt, in zona rossa a partire da domenica prossima.
AGGIORNAMENTO – 20.24
Sull’ipotesi di un eventuale ricorso sull’assegnazione della ‘zona rossa’ annunciata dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, interviene anche la vicepresidente Letizia Moratti, assessore al Welfare.
“I criteri su cui si basa la valutazione per la definizione della tipologia di rischio e quindi l’assegnazione del colore alle zone – ha sottolineato – devono essere oggetto di necessaria rivalutazione per essere più tempestivi e coerenti con l’andamento epidemiologico”.
“Regione Lombardia – ha proseguito la vicepresidente e assessore al Welfare – viene penalizzata pur avendo una incidenza di contagi per abitante nettamente inferiore a diverse altre regioni e alla media nazionale, sulla base di dati risalenti a due settimane fa, mentre nel frattempo la situazione è di gran lunga migliorata”.
“Occorre pertanto – ha concluso Moratti – una revisione urgente di questi criteri e dell’eventuale inserimento della Lombardia in zona rossa”.
AGGIORNAMENTO – 18.12
“Non condividiamo la scelta di inserire la Lombardia in zona rossa per cui, qualora dovesse arrivare questa ordinanza, proporremo ricorso”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana intervenendo in diretta a ‘Pomeriggio Cinque’.
“Ho chiesto al ministro Speranza di ripensarci – ha aggiunto Fontana – e invieremo delle accurate note per spiegare le motivazioni della nostra opposizione. Sono stato cauto e ho preteso sempre il rispetto delle regole. Tuttavia ritengo fortemente penalizzante questo scenario, che darebbe un colpo devastante a una grossa fetta dell’economia lombarda. Più volte ho chiesto al Governo di rivedere i parametri perché basati su dati vecchi, in questo caso del 30 dicembre che, oltretutto, non tengono conto di importantissimi indicatori a noi favorevoli, come per esempio l’Rt sull’ospedalizzazione. Purtroppo non abbiamo ancora ricevuto risposta”.

“In Lombardia – ha proseguito – negli ultimi 15 giorni la situazione è migliorata almeno per classificarci in zona arancione”.
“Attendiamo l’ufficialità dal Ministero – ha concluso – ma siamo pronti a presentare ricorso”.
Sulla richiesta di deroga alla zona rossa da parte di alcuni sindaci lombardi il presidente ha sottolineato: “Comprendo bene le ragioni dei sindaci che, evidenziando come i loro territori sono al di sotto della media regionale, chiedono una deroga. Il problema è che tale parametro non è preso in considerazione dal Ministero della Salute e dal Cts nazionale, ma solo l’Rt.
Se venisse utilizzato il tasso di incidenza dei positivi su 100 mila abitanti, infatti, oggi la Lombardia non finirebbe in zona rossa. Prendendo in considerazione quel dato la Lombardia ha un’incidenza ben al di sotto di gran parte delle altre regioni italiane, che oggi verranno classificate magari anche in zona gialla”.
14.26
L’ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, è attesa a breve e dovrebbe certificare il rosso anche per Sicilia e provincia di Bolzano mentre altre nove Regioni (Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Valle D’Aosta) passano in arancione, affiancandosi a Calabria, Emilia e Veneto che sono slittate di fascia dopo l’Epifania.
E il presidente della Regione, Attilio Fontana, si unisce idealmente al sindaco di Bergamo Giorgio Gori (centrosinistra) nel contestare la decisione restrittiva, come già fatto in mattinata.
“Comprendo bene le ragioni del sindaco Gori che, evidenziando come la provincia di Bergamo con 61 positivi al Covid ogni 100 mila abitanti, quindi al di sotto della media regionale, chiede una deroga alla zona rossa – ha scritto Fontana – Il problema è che tale parametro non è preso in considerazione dal Ministero della Salute e dal Cts nazionale, ma solo l’Rt”.

“Se venisse utilizzato il tasso di incidenza dei positivi su 100 mila abitanti, infatti, oggi la Lombardia non finirebbe in zona rossa. Prendendo in considerazione quel dato la Lombardia ha un’incidenza ben al di sotto di gran parte delle altre regioni italiane, che oggi verranno classificate magari anche in zona gialla. Non solo, non è stato tenuto conto neppure il dato che dovrebbe essere maggiormente attenzionato, cioè l’Rt di ospedalizzazione, che al momento nella nostra regione è sotto all’1”, ha concluso Fontana.