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Attualità

Nuovi palazzi a Cernobbio, 555 firme contro. C’è anche Saladini: “Le responsabilità della giunta Furgoni”

C’è anche la firma dell’ex sindaco di Cernobbio Simona Saladini tra quelle dei 555 sottoscrittori della petizione depositata in Comune dal Comitato Cernobbio Futura (con tanto di “minaccia” di indirne una seconda per chiedere un referendum comunale) che chiede la revisione del progetto di costruzione, nella zona delle ex Grafiche Dotti tra via V Giornate e via Manzoni, di due nuovi condomini da otto piani ciascuno.

Dopo la voce di Daniele Lironi, ex assessore all’Urbanistica e Edilizia privata dell’Amministrazione Furgoni, sotto il quale venne approvata la variante al Piano di Governo del Territorio relativa a quest’area, tocca ora a lei, sindaco quando fu approvato il PGT originale, spiegare i motivi della sua contrarietà al progetto, così come è stato proposto oggi.

“Da quando mi sono dimessa da consigliere, alla fine di marzo, ho deciso di tenermi fuori dalle polemiche politiche ma credo sia giusto, in questo caso, invitare a una riflessione – spiega – durante il mio mandato, abbiamo predisposto il PGT con un obiettivo molto chiaro: estendere il centro di Cernobbio anche al quartiere San Giuseppe, una ex zona industriale a due passi dal lago per la quale immaginavamo una riqualificazione di qualità, che attirasse investitori stranieri come poi è avvenuto in altre zone”.

AT5 via Manzoni vigente

Proprio per questo, nel PGT venne indicata una destinazione d’uso prevalentemente ricettiva seguita da quella residenziale, con un’altezza massima degli edifici pari a 12 metri e un volume massimo negoziabile del 20%. Nel documento, inoltre, veniva richiesta la realizzazione “delle connessioni pedonali tra via V Giornate e via Manzoni” anche attraverso “la realizzazione di piazze, percorsi pedonali, giardini ecc”.

“Volevamo evitare il rischio di trovarci di fronte a una nuova Cernobbio 2000, una zona residenziale di alta densità abitativa che non avrebbe portato giovamenti a Cernobbio”, spiega.

Poi l’amministrazione successiva, guidata dal sindaco Paolo Furgoni, nel 2015 approvò una variante al PGT, attualmente vigente, che introdusse alcune modifiche sostanziali: esclusione delle attività ricettive e destinazione prevalentemente residenziale a cui si affianca quella commerciale con l’inserimento di una media struttura di vendita (la Lidl recentemente inaugurata), altezza massima degli edifici portata a 21 metri e incremento volumetrico negoziabile pari al 15% (a cui ora si somma l’aumento concesso dalla discussa Legge Regionale 12/2005 in caso di recupero di aree dismesse). A questo si aggiunge la richiesta di realizzare un parcheggio interrato mentre resta immutata la richiesta di percorsi ciclopedonali.

AT5 via Manzoni superato

“Quella variante ha stravolto i principi su cui si fondava il PGT originale, ha permesso di lavorare per singoli lotti e non secondo un pensiero unitario, ha ridotto gli spazi pubblici e ha in pratica spianato la strada al progetto attuale che il sindaco Monti ora si ritrova a gestire – spiega Saladini – per questo mi sorprende che oggi chi ha approvato quella variante (l’ex assessore Lironi, qui da noi intervistato) si stupisca. Una bella fetta di responsabilità di quello che si rischia dipende dalle loro decisioni di allora”.

DCC 12 del 24.02.2017

“Ora più che mai non dobbiamo parlare di ripartenza ma di rigenerazione – conclude – dobbiamo imparare dagli errori del passato e fare scelte coraggiose per il futuro. La qualità della vita non la danno gli appartamenti ma gli spazi e un’altra Cernobbio 2000 a due passi da villa Erba non è quello che serve alla nostra città”.

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