Fase di flessione del franco svizzero nei confronti della moneta unica. Nella giornata di oggi (2 settembre 2026) l’euro ha raggiunto un picco a 0,9435 franchi, toccando un livello che non si registrava dallo scorso agosto 2025. Una dinamica che gli analisti riconducono principalmente al crescente divario tra i tassi d’interesse vigenti in Svizzera e quelli dell’Eurozona.
A determinare la spinta verso la valuta europea è la forbice tra il tasso guida della Banca Nazionale Svizzera, fermo allo 0,00%, e quello della Banca Centrale Europea, attestato al 2,25%. La prospettiva di rendimenti più elevati orienta così i flussi capitali verso l’euro. Il recente dato sull’inflazione nell’Eurozona, salita al 3,3% ad agosto, rafforza le aspettative di una stretta monetaria più decisa da parte dell’istituto di Francoforte. I mercati danno ormai per scontato un incremento del tasso di deposito al 2,50%, interrogandosi sulla durata temporale di questa linea rigida.
I prossimi appuntamenti delle banche centrali saranno decisivi per definire i futuri equilibri valutari. Nelle due settimane in arrivo si pronunceranno sia la BCE sia la Federal Reserve: se per l’Eurozona un ritocco all’insù appare scontato, negli Stati Uniti lo scenario resta più incerto, pur in presenza di aspettative orientate verso un rialzo. La BNS renderà nota la propria valutazione il 24 settembre, con gli analisti che prevedono il mantenimento dello status quo.
