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Piante fantastiche e dove trovarle: Orticolario 2026 è un’esplosione di colore e meraviglia

A Villa Erba, affacciata sul Lago di Como, il giardino per qualche giorno smette di essere soltanto un luogo da osservare e diventa uno spazio da immaginare. È questa la cifra di Orticolario 2026, la manifestazione dedicata alla cultura del paesaggio, del giardino e della natura, che dall’1 al 4 ottobre porta a Cernobbio la sua sedicesima edizione.

Il tema scelto quest’anno è “en rêverie”, espressione francese che richiama il vagare con la mente, l’allontanarsi dalla realtà e l’ingresso in una dimensione sospesa tra sogno e immaginazione. Un filo conduttore che attraversa il parco e gli spazi espositivi di Villa Erba e che trova la sua espressione più evidente nelle “piante fantastiche”: specie che, per forme, colori e strategie di sopravvivenza, sembrano appartenere a un altro mondo.

L’appuntamento riunisce oltre 250 espositori, tra vivaisti, artigiani, designer e operatori legati alla cultura del paesaggio. Ma Orticolario non si presenta semplicemente come una mostra-mercato del verde. Fin dalle sue origini, la manifestazione ha cercato di mettere in relazione il giardinaggio con l’arte, il progetto, la cultura e la ricerca di nuove forme di rapporto con la natura. È proprio questo intreccio a trasformare il parco storico di Villa Erba in un percorso nel quale le piante diventano materia narrativa oltre che botanica.

Le piante che sembrano arrivare da un altro pianeta

Uno dei nuclei dell’edizione 2026 è “Il mondo di Phantasos”, dedicato alle rarità botaniche. Il progetto, firmato da Mario Mariani/Central Park e Matteo Boccardo, riunisce vivaisti specializzati in specie insolite e racconta una natura fatta di morfologie sorprendenti e adattamenti evolutivi poco comuni.

L’idea parte da un paradosso affascinante: per trovare qualcosa di veramente fantastico non è necessario inventarlo. È sufficiente guardare con attenzione ciò che già esiste.

Tra gli esempi presentati durante la preparazione della manifestazione c’è la lithops, succulenta originaria dell’Africa meridionale conosciuta anche come “sasso vivente” per la sua capacità di mimetizzarsi tra le rocce. Una pianta che diventa così anche una piccola lezione sulla capacità degli organismi di adattarsi alle condizioni ambientali.

Il percorso dell’edizione si spinge quindi oltre l’idea tradizionale di bellezza botanica. Non soltanto fiori spettacolari e giardini ornamentali, ma anche forme insolite, strategie naturali sorprendenti e specie che costringono il visitatore a cambiare prospettiva.

Il giardino come opera d’arte

La dimensione botanica convive con quella artistica. Nell’atrio di Villa Erba, Lau Cabantous firma Les Imaginaires, un progetto definito dall’artista francese in chiave eco-surrealista, nel quale il mondo vegetale viene scomposto e ricomposto attraverso l’immaginazione.

È una delle caratteristiche che distinguono Orticolario: il giardino non viene trattato soltanto come spazio progettato, ma come una forma espressiva capace di dialogare con architettura, arte e design.

Anche il concorso internazionale Spazi Creativi si inserisce in questa ricerca. I progetti selezionati interpretano il tema del sogno attraverso installazioni nelle quali il visitatore è chiamato non soltanto a guardare, ma a entrare fisicamente in un ambiente e a viverlo.

La stessa impostazione ritorna nelle esperienze proposte durante la manifestazione, compreso Cullami nella stanza del sogno, laboratorio artistico costruito attorno all’esperienza dell’ipnosi dolce, e nei numerosi incontri e workshop dedicati alla relazione fra uomo, natura e percezione.

Una manifestazione che guarda anche alle famiglie

Il programma non si limita agli appassionati di botanica e progettazione del verde. Orticolario dedica una parte consistente delle proprie attività a bambini e ragazzi, con laboratori ed esperienze costruite intorno all’osservazione della natura e alla fantasia.

Anche il Corriere della Sera, nella sua guida agli appuntamenti del fine settimana, segnala Orticolario tra gli eventi rivolti alle famiglie e mette in evidenza le attività per i più piccoli legate al tema dell’immaginazione.

La vocazione dell’edizione 2026 è dunque quella di coinvolgere pubblici diversi: dal collezionista di piante rare al professionista del paesaggio, dal designer al semplice visitatore, fino alle famiglie che possono utilizzare il percorso di Villa Erba come occasione per avvicinarsi alla natura attraverso il gioco e la creatività.

Villa Erba, ancora una volta, al centro

La scelta della sede non è un elemento secondario. Il parco storico e l’architettura di Villa Erba costituiscono parte integrante dell’esperienza di Orticolario: gli allestimenti temporanei si inseriscono in un luogo già fortemente caratterizzato dal rapporto tra architettura, paesaggio e lago.

Per l’edizione 2026 sono inoltre previste modalità di accesso alternative all’automobile. Nel fine settimana del 3 e 4 ottobre, per esempio, i visitatori possono raggiungere Villa Erba anche in battello da Como, con la tratta inclusa nel biglietto di ingresso alla manifestazione.

Il Comune di Cernobbio ha inoltre predisposto agevolazioni per i residenti e iniziative specifiche rivolte alle famiglie del territorio.

Dal giardino al “giardinaggio evoluto”

La sedicesima edizione conferma così l’evoluzione di Orticolario da appuntamento dedicato prevalentemente al mondo del verde a manifestazione multidisciplinare. Il punto di partenza rimane la pianta, ma il percorso si allarga alla progettazione, all’arte, all’artigianato, alla cultura del paesaggio e alla capacità della natura di suggerire nuovi modi di abitare gli spazi.

Il tema “en rêverie” porta questa impostazione un passo oltre: non chiede semplicemente di progettare un giardino diverso, ma di interrogarsi su ciò che accade quando la natura diventa materia per l’immaginazione.

A Villa Erba, in questi primi giorni di ottobre, il risultato è un percorso nel quale piante rare, installazioni e paesaggio concorrono a costruire una sorta di atlante dell’immaginario. Un luogo nel quale, per qualche ora, il confine tra ciò che appartiene alla natura e ciò che appartiene alla fantasia diventa volutamente più difficile da distinguere.

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