Lo scorso 18 aprile, il solito roboante annuncio in tv del sindaco di Como Alessandro Rapinese sull’arrivo imminente di un nuovo, implacabile regolamento per i posti barca a Como. Arrivati al 1° di luglio, ecco invece la terza proroga consecutiva, questa volta fino alla fine di marzo del 20217, per i circa 400 ormeggi pubblici e nessun nuovo regolamento in arrivo. Un classico, insomma. Che, però, non è stato affatto gradito, dall’Associazione noleggio da diporto presieduta da Pietro Peddone, in contrasto fortissimo da mesi con il primo cittadino.
“A seguito del terzo rinvio del bando per i posti barca in marina – dice – a nome di tutti i diportisti esprimo il mio enorme rammarico dopo l’ennesimo flop di questa amministrazione, che sta gestendo l’infrastruttura di maggior importanza strategica della città con un pressapochismo vergognoso e inaccettabile. Nel 2026 abbiamo assistito alla chiusura del 20% degli ormeggi, senza nemmeno un minimo di chiarezza su cosa si voglia fare per sopperire ad una riduzione così significativa”.
Viene affrontato anche il caso dei ripetuti annunci rimasti lettera morta sullo spostamento dei taxi boat da Sant’Agostino a viale Geno, ipotesi peraltro avversata dagli stessi operatori: “Se poi passiamo alla questione pontili allora la faccenda si fa tragicomica – prosegue Peddone – l’apertura del pontile di villa Geno, con contestuale assegnazione di quello di Sant’Agostino alla Guardia di Finanza, è stata prima annunciata dal sindaco agli inizi di marzo come imminente, concetto ribadito dallo stesso sia ad aprile che a il mese seguente, salvo poi scoprire al 19 di Maggio che non vi erano atti e un incarico affidato ad un professionista per un progetto”.
Secondo i diportisti, “la situazione è surreale e vergognosa allo stesso tempo: centinaia di famiglie che dipendono dagli umori e dalle chiacchiere di un sindaco che fa annunci sui giornali ma che quando deve confrontarsi con le parti sociali non si presenta. Lui che diceva di non essere un perditempo ma a quanto pare gli orologi che dice di aver sistemato non gli sono serviti a molto. Di quegli orologi da oggi in poi potrà farne buon uso: è ora che inizi a contare il tempo che gli manca come sindaco, perché siamo pronti a mandarlo a casa con una sonora sconfitta”.