“La decisione presa è stata ponderata e analizzata sotto ogni punto di vista. Tale è e non si torna indietro”. Con assoluta pacatezza ma al tempo stesso con uguale fermezza interviene il sindaco di Fino Mornasco, Roberto Fornasiero.
La vicenda è nota: ovvero la petizione sottoscritta da centinaia di cittadini di Socco (frazione del paese) e la contestuale creazione di un comitato per opporsi alla chiusura della scuola primaria Rodari. In nome dell’iniziativa sono state raccolte 830 firme.
Dettagliata e analitica la spiegazione del sindaco Fornasiero (il testo della lettera scritta ai firmatari della petizione ormai a metà aprile ma ancora valida – come ribadito dal sindaco anche oggi – è riportato in integrale in fondo). Ecco alcuni stralci significativi:
“Bisogna prendere atto del drastico e repentino calo delle nascite avvenuto nel nostro paese. A Fino Mornasco, nell’ultimo biennio sono nati poco più di 60 bambini all’anno e in quello precedente poco più di 70. L’ultima leva numerosa, ovvero quella del 2017, conta ben 121 bambini… Quest’anno, i residenti finesi chiamati a iscriversi in prima erano 83, numero sufficiente all’attivazione delle classi in ogni plesso: tuttavia, soltanto 44 famiglie hanno effettivamente scelto le scuole del paese, mentre poco meno della metà ha optato per altre soluzioni. Ne consegue che il numero di classi prime che è stato possibile formare sia sceso da 4, numero storicamente assodato nel nostro paese, alle 3 del prossimo anno scolastico. Questa riduzione, in considerazione del drastico calo della natalità già descritto, risulta essere irreversibile e obbliga ad una scelta, che parte da una analisi oggettiva delle scuole primarie del nostro paese”, spiega.
Premessa che poi porta all’analisi della situazione. “Le primarie delle frazioni, la Gianni Rodari di Socco e la Cristoforo Colombo di Val Mulini, entrambe monosezione, sono numericamente abbastanza simili, sia in termini di popolazione scolastica che di bacino di utenza. Tuttavia, le strutture di queste ultime due scuole sono molto diverse…. La scuola di Valle Mulini è stata sviluppata su un unico piano ed è stata oggetto dell’ultimo importante ampliamento nel 2010, con la realizzazione del refettorio e della sala polivalente. Al contrario, la scuola di Socco è stata sviluppata su due piani e l’ultimo ampliamento importante risale a oltre 50 anni fa….”
Altro fronte la contestazione – da parte del comitato – del mancato utilizzo, nel post Covid di “cospicui fondi (tra cui quelli del PNRR) destinati all’adeguamento e alla messa in sicurezza dell’edilizia scolastica a livello nazionale. Non non risulta dagli atti pubblici che l’Amministrazione abbia destinato o richiesto fondi per la messa a norma del plesso scolastico di Socco”.
Analisi rispedita al mittente dal primo cittadino. “Fino Mornasco è uno dei comuni che in Italia ha ottenuto e investito più risorse nell’edilizia scolastica. Basti pensare che 11 milioni di euro serviranno per realizzare una nuova scuola media al posto di quella attuale. Scuola che sarà utilizzata anche da quanti adesso contestano”, spiega il sindaco.
Qui di seguito -infine – il testo integrale della risposta del sindaco Fornasiero:
riscontro-petizione-scuola
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