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Quando la politica è bella, il luminoso addio di Alessandra Bonduri al Comune: “Comaschi, mi avete reso una donna migliore”

Non è certo casuale si sia fatta immortalare con alle spalle una gigafoto di Gianfranco Miglio (teoretico profondo, padre del federalismo leghista ante litteram). Tant’è.

La missiva-commiato, in qualche modo testamento politico, di Alessandra Bonduri, prima consigliera Lega e poi assessore nel mandato dell’ormai-quasi ex sindaco Mario Landriscina, dice molto e sottrae altrettanto. La principessa tremolina dimostra ancora una volta (mai ve ne fosse stato bisogno nuovamente) di essere diventata la leonessa che è.

Così dopo la devastante sconfitta del centrodestra al primo turno (con Giordano Molteni fuori dai giochi e l’imminente ballottaggio Rapinese/Minghetti) ecco che scrive a tutti, con la consueta leggera e delicata grazia. E anche profondissima eleganza. Come a dire: “Io ve la metto qui, non sono soddisfatta, chi vuol capire capisca”.

Ecco quanto dice l’Alessandra:

Carissimi Lettori – come ho spesso iniziato i miei post – tuttavia oggi desidero dire:
♦️Carissimi Comasche e Comaschi, mi congedo da Voi col sorriso misto ad una punta di amarezza, ma con l’immutato amore che spero di avervi fatto percepire, in questi anni, per la Città.
Il mio percorso è stato particolare, connotato da diversi ingredienti. Sono sempre stata sulle montagne russe, e tutto sommato, anche per carattere, è qualcosa che amo. La tensione e il brivido ci fanno sentire vivi.
♦️Sono entrata in consiglio comunale con poco più di 120 voti. Un esiguo ed impavido numero di persone credeva in me… per i corridoi di Palazzo Cernezzi aleggiava che fossi solo la figlia del farmacista di via Dante… un tantinello borghese e diciamolo, fragile e con la puzza sotto il naso.
♦️Dovevo dimostrare di essere all’altezza, non tanto agli altri quanto a me stessa, poiché mi era stato assegnato un compito con la vostra fiducia: servire. Questi sussurri mi hanno fortificata e non mi hanno mai abbattuta, anche poiché sono orgogliosa della mia famiglia e dei principi che mi hanno tramandato.
♦️E mai dimenticare le proprie radici.
♦️, sono sempre stata timida, poiché cresciuta col brocardo del “So di non sapere”, che regala un certo senso di insicurezza latente ma che ci rafforza lentamente e ci fa percepire il mondo da angolazioni differenti. Il mio professore del liceo mi avrebbe detto: “Danda, cambia prospettiva!”
♦️Ho svolto per due anni il ruolo di consigliere e poi per quasi tre quello di assessore. In una consiliatura ne ho fatte due. E ribadirò sempre la centralità dell’Assemblea cittadina. Il mio assessorato, aperto per vocazione, è stato chiuso, metaforicamente parlando, a causa del covid. Abbiamo quindi trovato nuove modalità di interazione in un mondo fatto di bolle e non certo di sapone.
♦️Ho dato tutto quello che potevo, o almeno me lo auspico, non senza qualche difficoltà ed adesso, nonostante il mio discreto aumento di consensi sia in termini percentuali che assoluti, devo dirvi arrivederci. Ringrazio ovviamente chi mi ha accordato nuovamente la propria fiducia, ma anche chi non lo ha fatto, poiché mi induce a riflettere ed analizzare il mio modus agendi. Non vince mai il singolo, vince la squadra.
♦️Per me servirvi è stato un onore. Mai avrei immaginato che provare ad essere utile per gli altri fosse così gratificante, benché io arrivi da una associazione che ha fatto del “Service” la sua essenza principale. Tuttavia, non mollo.
♦️Voi mi avete regalato, inconsapevolmente, la fiducia in me stessa; mi avete reso una donna migliore, anche e soprattutto con le vostre critiche e da ultimo mi avete fatto alzare sempre al mattino, con la forza che solo l’Amore per gli altri può donare.
♦️Troverò, ne sono certa, nuovi spazi e nuovi modi per esservi di supporto.

Ora inizia un nuovo tempo per me. A chi verrà dopo, auguro un buon lavoro, fatto di passione, onore e dignità.

Vi devo tanto.
Con affetto,
Alessandra
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