“E’ pur vero che tutti i monumenti ai caduti in guerra lasciano il tempo che trovano. Le nazioni belligeranti dopo qualche tempo si riappacificano e organizzano una bella partita di calcio. E tanti saluti ai caduti in guerra. Inutilmente. Ma far vedere al mondo ai cittadini comaschi ai turisti lo sfacelo di questo cippo urinato dai cani e semidistrutto è una vergogna. Saluti”. Così ci segnala il lettore, Giuseppe Pastano, con tanto di foto che documentano (le trovate in fondo all’articolo).
Il cippo che accompagna il monumento ai caduti, come noto ispirato da uno schizzo del 1914 di Antonio Sant’Elia (anch’egli caduto durante la Grande Guerra) era stato posizionato nel 2004 durante il GT04 uno dei più grandi eventi culturali che la città abbia mai ospitato (durò un anno) nel centenario della nascita di Giuseppe Terragni.

Il comitato scientifico, presieduto dal nipote, Attilio Terragni, contava nomi di assoluto valore internazionale: Daniel Libeskind (che poi avrebbe realizzato l’installazione Life Electric sulla diga Foranea), Rafael Moneo e Peter Eisenman (qui un approfondimento).

Da ricordare, dato il contesto, come nel 2019 un’opera legata sempre al GT04, il Novocomum di Fabrizio Musa, wallpaint realizzato in via Ballarini, sia stato (legittimamente ma opinabilmente) cancellato durante lavori di ristrutturazione dell’edificio: Via Ballarini, lavori in corso. Dopo 15 anni addio per sempre al Novocomum di Musa.
Così oggi la più piccola, per impatto, ma non meno importante, per valore, segnalazione giunta in redazione:
