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“Ritardi, concessioni, montagne di soldi ai privati: così Regione Lombardia potrebbe ricavare un miliardo in più”

Una miniera d’oro (blu) in Lombardia, le concessioni idroelettriche. Che però, secondo il consigliere regionale del Pd Angelo Orsenigo non sono affatto gestite come meriterebbero e per quanto potrebbero rendere a beneficio dei cittadini.

“Ci sono 20 concessioni scadute in Lombardia che pagano canoni irrisori rispetto all’energia che producono, ma la Regione non sottopone questa eccedenza a canone – afferma in una nota Orsenigo – Se poi ci aggiungiamo i ritardi di pagamento dei canoni dovuti, risultano risorse incredibili a cui Regione potrebbe attingere e non lo fa. A breve scadranno altre 50 concessioni da cui, a conti fatti per difetto, potremmo ricavare 1 miliardo di euro in più di risorse da usare per servizi, opere e infrastrutture. Oggi c’è una montagna di soldi che entra nelle tasche dei grandi gruppi dell’energia e non va sui territori che ne avrebbero bisogno. E questo non è accettabile”.

“Un esempio su tutti – aggiunge il consigliere regionale comasco – proprio in questi giorni, in seguito a un lungo contezioso e a una sentenza della Cassazione, la Lombardia ha ricevuto 205 milioni di euro dal gruppo Enel che glieli doveva dal 2021 per lo sfruttamento dell’acqua per la produzione di energia attraverso le centrali idroelettriche. In sostanza, sono le tasse arretrate, che ora seguiranno due percorsi: una quota di canoni, che viene girata alle province, e una di ‘monetizzazione energia gratuità che va direttamente ai comuni che hanno sul loro territorio almeno un’opera connessa alla concessione”.

“Sono tanti soldi – chiosa Orsenigo – proprio perché arrivano più annualità arretrate insieme, ma sono solo un assaggio di quello che potrebbe essere con il rinnovo delle concessioni: dove ci sono nuove gare o nuovi accordi, dati i margini che ci sono nel settore, i concessionari sono disposti a pagare molto di più pur di tenersi la concessione. Per questo, ogni giorno che passa senza rinnovarle significa soldi persi, investimenti non fatti, energia in più non prodotta. Di questi tempi, non è un danno da poco. Perciò insistiamo sul fatto che la Giunta deve decidersi ad affrontare il tema della gestione delle grandi concessioni dell’idroelettrico: è la partita del secolo”.

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