RADIO COMOZERO

Ascolta la radio
con un click!

Attualità

Stop ai ristorni, durissima l’associazione Comuni di frontiera: “Incontro urgente con il Governo”. E insorge il Pd

A conclusione di una giornata che sul confine è stata caratterizzata dal blocco ai ristorni deciso dal Canton Ticino, arriva una nota dal presidente dell’associazione comuni di confine, Massimo Mastromarino.

Ecco il contenuto:

A seguito della comunicazione odierna del versamento parziale dei ristorni ai Comuni di Frontiera da parte del Consiglio di Stato del Canton Ticino, motivata dall’esigenza cautelativa di attendere l’evolversi della questione relativa alla applicazione della c.d. Tassa sulla Salute da parte di Regione Lombardia, l’Associazione dei Comuni Italiani di Frontiera, in rappresentanza degli oltre 150 comuni aderenti, e nell’interesse di tutte le comunità di confine interessate dal provvedimento, chiede con urgenza di incontrare i rappresentanti del Governo Italiano, per affrontare nell’interesse dei nostri Comuni, la questione ristorni.

In giornata è arrivata anche la nota del presidente dei deputati Pd Chiara Braga:

La decisione del Consiglio di Stato del Canton Ticino di bloccare il versamento del 46% dei ristorni destinati alla Lombardia, pari a oltre 50 milioni di franchi, è purtroppo la conseguenza diretta di una scelta sbagliata e irresponsabile del Governo Meloni e di Regione Lombardia: l’introduzione della cosiddetta tassa sulla salute a carico dei vecchi frontalieri

Un provvedimento che, come avevamo denunciato da tempo – spiega Braga -, si pone in contrasto con gli accordi fiscali bilaterali tra Italia e Svizzera e che ha finito per provocare la reazione del Canton Ticino, che ha sospeso i ristorni destinati alla sola Lombardia. Non è un caso che il Piemonte, avendo deciso di non applicare la tassa, non sia stato interessato dal provvedimento.  A pagare il prezzo dell’ostinazione del centrodestra saranno invece i territori di confine, in particolare i Comuni delle province di Como e Varese, che rischiano di perdere risorse fondamentali per garantire i servizi ai cittadini”. La richiesta dell’esponente comasca è chiara: “Chiediamo a Regione Lombardia di ritirare immediatamente la tassa sulla salute auspicando che il confronto di oggi tra il Governo e  le autorità svizzere  eviti un danno economico ai territori di frontiera e ristabilisca un clima di collaborazione istituzionale.

Non possono essere i Comuni e le comunità di confine a pagare il prezzo di una scelta sbagliata e di un inutile braccio di ferro.

E anche dei consiglieri regionali sempre del Pd Samuele Astuti e Angelo Orsenigo:

Alla fine, la decisione che temevamo è stata presa: il Consiglio di Stato del Canton Ticino tratterà una parte dei ristorni dell’imposta alla fonte destinati all’Italia, annunciando che questa è la risposta alla tassa salute sui vecchi frontalieri. Lo abbiamo detto in tutte le lingue, sia al Governo che alla Regione, presentando interrogazioni, mozioni, chiedendo impegni a ripensarci, portando la questione nell’Aula del consiglio regionale: quell’imposta non aveva ragione d’essere, era incostituzionale, contraria all’accordo fiscale e, fondamentalmente, un errore perché avrebbe messo in dubbio i ristorni. Ma niente: la destra è andata avanti dritta per la sua strada e i risultati sono quelli di stamani, cioè la decisione di non versare l’interezza della cifra dovuta ai nostri comuni di frontiera. I quali ora dovranno rifare completamente i conti, ricalcolare alcune voci di bilancio, magari sospendere dei servizi

Le nostre comunità devono ringraziare di questa situazione coloro che governano in Lombardia e in Italia. La dimostrazione che un’altra via era possibile sta nel fatto che non subirà il medesimo trattamento il Piemonte, che ha deciso di non applicare la tassa. Chissà se ora Fontana, Giorgetti, la Lega e il centrodestra si rendono conto di aver sbagliato e delle conseguenze delle loro azioni?

Non ci resta che un ultimo appello al presidente della Regione e al Ministro dell’Economia: ripensateci, siete ancora in tempo, ritirate quella tassa, rimettete le cose in pari con la Svizzera e forse eviterete di mettere in ginocchio i comuni di frontiera

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Potrebbe interessarti:

Videolab
Turismo