Sale lo sconcerto per lo stop alla Variante della Tremezzina, con le imprese del consorzio che ha vinto l’appalto che hanno comunicato ad Anas e Prefettura l’interruzione dei lavori per l’aumento dei costi a loro dire insostenibili. Oggi sul tema è intervenuto il sindaco di Tremezzina Mauro Guerra che ha scritto una lettera al ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, invocando un intervento di Roma per far ripartire il cantiere. Di seguito il testo integrale della lettera.
Egregio ministro, notizie di stampa raccontano di uno stallo nei lavori della Variante, a seguito delle difficoltà derivanti dalla lievitazione generale dei prezzi e dei costi per lo smaltimento dei materiali di scavo derivanti dalle elevate concentrazioni di idrocarburi e arsenico, rispettivamente nei due portali di lavorazione a sud e a nord dell’opera.
L’importanza strategica generale dell’opera e il suo valore per la comunità e i territorio più direttamente coinvolti le sono ben note e lei ha avuto anche spesso occasione di rimarcarle. Un’opera attesa da decenni, che le condizioni quotidiane del traffico sulla Regina rendono sempre più indispensabile e per la quale vi è stato negli anni un impegno unanime di istituzioni e forze politiche, economiche e sociali.
Un’opera per la realizzazione della quale le popolazioni del territorio hanno saputo sopportare anche i disagi e le difficoltà di 4 mesi di chiusura della Statale, unica strada di collegamento della sponda occidentale del Lago di Como, che si erano resi necessari per l’apertra del cantiere.
Per questo mi permetto di chiederle un intervento diretto con la convocazione di un tavolo ministeriale, nelle forme e nei modi che lei valuti e ritenga più opportuni, per ristabilire con urgenza un quadro di certezze tecniche e finanziarie in grado di ridare deciso impulso ai lavori.
Certo di poter contare sulla sua attenzione e sul suo impegno, le invio i miei migliori saluti.
Mauro Guerra.
Su questo stesso versante è intervento il deputato comasco Eugenio Zoffili, Vice Coordinatore regionale della Lega. “La Variante della Tremezzina è un’opera fondamentale a livello regionale e nazionale, per il territorio e il nostro stupendo Lago di Como e l’attenzione mia e della Lega sulla sua realizzazione è costante – ha detto Zoffili in una nota – Nei mesi scorsi ho incontrato i vertici di Anas Lombardia e oggi ho parlato con il Ministro e vicepremier Matteo Salvini e i suoi uffici del MIT a Roma presso i quali mi sono subito attivato per la problematica relativa alle procedure di smaltimento del materiale di scavo. Ringrazio il nostro Ministro Salvini, che si sta occupando direttamente del dossier, per aver prontamente confermato di essere al lavoro per evitare rallentamenti dei lavori”.
Sul tema è intervenuto anche l’assessore regionale Alessandro Fermi: “La notizia della chiusura del cantiere della variante della Tremezzina mi ha colto ieri di sorpresa. Ho contattato e informato subito il ministro Matteo Salvini, che mi ha assicurato che il Mit segue costantemente i lavori e che il 23 aprile ha già convocato un incontro tra Anas e una ditta specializzata per la risoluzione delle problematiche che sono venute alla luce. Il vicepremier mi ha garantito che è attento al dossier e se ne sta occupando direttamente. È importante che la situazione si sblocchi velocemente e, soprattutto, in maniera definitiva”.
Il riferimento di Fermi è alla nota diffusa dall’Agenzia Agenparl nel pomeriggio: “Il Mit segue costantemente i lavori della variante della Tremezzina: obiettivo ottimizzare i tempi e evitare ulteriori rallentamenti. Il 23 aprile è in agenda un incontro tra Anas e una ditta specializzata per la risoluzione delle problematiche connesse alle procedure di smaltimento del materiale proveniente dagli scavi e contenente arsenico naturale. Il Vicepremier e Ministro Matteo Salvini è attento al dossier e se ne sta occupando direttamente”.
I sindaci del Lago però sono furiosi. ““Quello che ci avevano detto all’ultimo incontro erano differente, c’è amarezza – dice il primo cittadino di Colonno, Davide Gandola – C’è stata mancanza di informazione, nel tavolo di mercoledì non c’è stato detto nulla. Non è normale che i sindaci sappiano queste cose a mezzo stampa”. A lui ha fatto eco Pietro Ortelli, sindaco di Griante: “No comment, è una presa in giro. Noi sindaci non sapevamo nulla, abbiamo fatto un brutta figura con i nostri cittadini”.
Decisamente amareggiato anche il presidente della Provincia, Fiorenzo Bongiasca: “Sono rimasto basito che da quanto ho appreso sui giornali. Non abbiamo avuto comunicazioni ufficiali. Cercheremo di capire cosa è successo”.