Oltre 139.500 siti web oscurati, 3.359 utenti sanzionati e 596 persone segnalate all’Autorità giudiziaria: è questo il bilancio della maxi operazione di contrasto alla pirateria audiovisiva e allo streaming illegale condotta tra il 1° febbraio 2024 e il 31 agosto 2026.
I dati ufficiali sono stati presentati alla Camera dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, in risposta al question time promosso dal deputato della Lega Andrea Dara sul contrasto alla diffusione illecita di contenuti televisivi e multimediali.
I dati dell’operazione della Guardia di Finanza contro l’IPTV illegale
Secondo quanto riportato dal Ministro Giorgetti, la Guardia di Finanza sta concentrando le proprie indagini sull’intera filiera del crimine informatico: dall’individuazione delle infrastrutture di trasmissione alla sanzione dei singoli fruitori del servizio IPTV illecito.
I numeri dell’Operazione “Tutto chiaro”:
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101 soggetti identificati che traevano profitto dalla vendita di abbonamenti illegali.
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Circa 1.000 utenti finali individuati e sanzionati.
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24 server sequestrati, di cui due localizzati all’estero.
Sanzioni e prevenzione: la posizione del Parlamento
Il deputato Andrea Dara ha sottolineato l’importanza dei risultati ottenuti, evidenziando come l’acquisto di un pezzotto o di un abbonamento pirata da pochi euro alimenti in realtà la criminalità organizzata, danneggiando l’industria dell’intrattenimento e i lavoratori del settore.
«I pochi euro di un abbonamento illegale, moltiplicati per migliaia di utenti, diventano somme enormi che alimentano un mercato illecito. È necessario colpire chi organizza queste reti, chi vende gli abbonamenti e chi consapevolmente li utilizza» ha commentato il deputato Andrea Dara.
Per contrastare efficacemente lo streaming illegale, la strategia si articola su tre pilastri fondamentali:
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Sanzioni severe e dissuasive per chi vende e chi utilizza IPTV e pezzotto.
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Contrasto capillare all’intera rete distributiva e alle infrastrutture server.
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Campagne di sensibilizzazione nelle scuole per promuovere la cultura della legalità digitale e prevenire il fenomeno.
