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Ambiente, Attualità

Terza linea forno, Acsm parla in Commissione: “Fase preliminare, ancora nessuna autorizzazione chiesta. Pronto non prima del 2025”

Acsm Agam si è presentata al gran completo nella seduta odierna della commissione speciale sulla terza linea del termovalorizzatore. Dai progettisti all’amministratore delegato. Segnale evidente dell’importanza del tema in discussione e della volontà di fornire ogni dettaglio dell’operazione che tante perplessità sta facendo emergere. (qui le ultime notizie)

Un piano che “ad oggi ci vede in una fase assolutamente preliminare – spiega l’amministratore delegato Paolo Soldani – Noi abbiamo iniziato un percorso di ascolto dal mese di settembre del 2021. Adesso stiamo raccogliendo indicazioni e pareri. Solo dopo, considerati tutti i fattori emersi, decideremo se fare e presentare uno studio di impatto ambientale e il progetto definitivo. Ad oggi non abbiamo chiesto alcuna autorizzazione a livello regionale”.

Parole chiare che però non hanno frenato una vera e propria valanga di perplessità e dubbi presentati dalle diverse associazioni ambientali, ascoltate in commissione. A partire dalle parole di Enzo Tiso presidente del Circolo ambientale Angelo Vassallo. “Non dubito che il nuovo impianto, qualora venisse fatto rispetterà ogni norma così come i limiti sulle emissioni inquinanti. Ma avremo comunque delle emissioni che si andranno ad aggiungere a quelle che da 53 anni ricadono su Como e sull’area intorno al sito della Guzza – spiega Tiso – La prima linea nasce nel 1969 e la prima normativa seria sul tema ambientale risale al 1979. E solo dal 2005 viene eseguito un monitoraggio continuo dell’atmosfera. Insomma questo per dire che il territorio è già gravato e indebolito e anche piccole emissioni si sommeranno a una situazione potenzialmente già compromessa. Forse sarebbe meglio fare uno studio epidemiologico”.

Dubbi che sono alla base delle osservazioni inviate dalle associazioni in Regione (qui il racconto) ma che Acsm Agam assicura verranno affrontate per intero. Numerose le perplessità esposte anche sulla presunta “centralità di Como” per l’operazione come spiegato dalla società e messa in discussione dai presenti. “La produzione complessiva nelle 5 province in cui opera Acsm Agam (Como, Lecco, Sondrio, Monza, Varese), è di circa 150mila tonnellate all’anno. A Como si punta al dato di 85mila tonnellate con la nuova linea. Qui arriveranno ovviamente rifiuti da trattare dalle altre nostre province di riferimento e non andranno altrove come accade oggi”, spiega l’ingegnere Elisabetta Fasola. Ultimo capitolo quello della mobilità e dell’incremento di mezzi in circolazione per raggiungere l’impianto. Abbiamo stimato l’arrivo di 17 camion al giorno per cinque giorni alla settimana. Ogni cassone contiene 25 tonnellate”. Sulla tempistica anche “ottimisticamente prima del 2025 non si potrà avviare l’impianto”.

Chiusa la fase preliminare per arrivare al Paur, ovvero all’avvio della procedura autorizzativa unica regionale, bisognerà passare attraverso la valutazione di impatto ambientale (Via) e l’autorizzazione integrata ambientale (Aia).

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