Saranno necessari 6,3 milioni di euro per procedere alla bonifica della cella 3 dell’area Ticosa.
Questo è quanto annunciato dal sindaco di Como, Mario Landriscina e dall’assessore all’Ambiente, Marco Galli oggi, durante una conferenza stampa convocata a Palazzo Cernezzi.

“Siamo finalmente felici di poter dire di essere vicini alla chiusura di una ferita aperta – ha esordito il sindaco – ma non solo: stiamo lavorando affinché non rimanga cicatrice”.
Fuor di metafora, il geologo del Comune, Ennio Grillo ha presentato il piano di bonifica della Cella 3 con due operazioni fondamentali parallele.

Una prima parte dei lavori richiederà lo sbancamento e la rimozione di 12mila metri cubi di terreno inquinato principalmente da residui di amianto. L’operazione richiederà circa 5 milioni del monte fondi totale.
“Il cronoprogramma prevede una gara d’appalto europea che potrà essere conclusa nei primi mesi del 2020 – ha spiegato Grillo – con l’inizio dei lavori previsto per la primavera-estate dello stesso anno e della durata di 14 mesi circa. La conclusione è prevista per l’inizio del 2022”.

I tempi relativamente dilatati, ha spiegato Grillo, dipendono dai “criteri garantisti” imposti da una gara di tale mole.
Per quanto riguarda le acque inquinate all’interno della cella 3, la procedura parrebbe essere più snella. “Eseguiremo un monitoraggio delle acque ogni due mesi per due anni consecutivi. Nel caso in cui i livelli di inquinanti siano fuori norma al settimo o ottavo monitoraggio disporremo il filtraggio e scarico dell’acqua depurata in loco. Il monitoraggio richiederà circa 90mila euro”.

Il cronoprogramma della bonifica idrica prevede un’ultimazione dei lavori per gli ultimi mesi del 2022, successiva al termine delle operazioni parallele di sbancamento del terreno
L’annuncio delle operazioni di bonifica ha sollevato diverse domande sul destino ultimo dell’area.

Rimane certa l’apertura di un parcheggio di circa 70 posti nel lotto antistante la Santarella, non interessato dalla bonifica e operativo, indicativamente, dalla primavera 2020.
“Realizzare un parcheggio di 300 posti all’interno dell’area avrebbe richiesto 1,5 milioni di euro dalle tasche dei contribuenti che si sarebbero aggiunti a quelli già necessari e onestamente non ci andava – ha commentato Landriscina – il parcheggio da 70 posti sarà a tariffa calmierata per poter incoraggiare un utilizzo misto di auto e mezzi pubblici”.

Alcune domande hanno riguardato la possibilità di spostare gli uffici comunali proprio nell’area Ticosa, ipotesi già presentata in passato.

“C’è un ipotesi di lavoro che non è verità assoluta. L’idea ci piacerebbe. I dipendenti comunali si meritano un edificio a norma. Portare lì gli uffici non è il vangelo però. Ribadisco, tuttavia, che l’area sarà a disposizione pubblica” ha risposto, cauto, il sindaco.
L’assessore Galli, che si è detto felice di poter annunciare il piano di bonifica, ha chiuso la conferenza ribadendo l’importanza degli ultimi sviluppi e il potenziale dei fondi stanziati per lo svolgimento delle opere: “Mi permetto di dire che dopo 35 anni, sono soldi ben spesi. La città merita di potersi riappropriare di uno spazio importante per dimensioni e per accesso. Poter iniziare un percorso di riqualifica è un passo importante”.