Settembre oltre a rappresentare la fine dell’estate ha portato in dote anche l’aumento dei prezzi dei biglietti di Trenord. A partire da ieri, primo settembre, pendolari e viaggiatori stanno facendo i conti con le nuove tariffe. L’aumento, che si attesta complessivamente al 3,88%, è stato stabilito dalla delibera approvata lo scorso luglio dalla giunta regionale.
I rincari sono modulati in base alle fasce chilometriche (qui tutte le tabelle). A titolo d’esempio, il biglietto base è passato da 2,70 a 2,90 euro. Gli aumenti colpiscono anche gli abbonamenti “Io viaggio in Lombardia”, il titolo che consente di viaggiare su tutto il trasporto pubblico locale della regione:
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Giornaliero: +50 centesimi
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Settimanale: +1 euro
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Mensile: +2 euro
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Annuale: +20 euro
Fa eccezione il Malpensa Express, la cui tariffa rimane cristallizzata e invariata almeno fino a settembre 2027.
A cosa sono dovuti gli aumenti
La delibera regionale motiva i rincari con due fattori principali:
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L’adeguamento agli indici Istat: tra aprile 2025 e aprile 2026 la variazione dell’indice del costo della vita è stata del 2,6%, mentre quella del settore trasporti è salita al 3,9%. Da questi dati è stata ricavata la media Istat prevista dal regolamento, pari al 3,250%.
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L’indice di “customer satisfaction” (soddisfazione del cliente): grazie al raggiungimento e al mantenimento di un obiettivo di puntualità fissato all’83%, l’azienda ha potuto applicare pienamente l’adeguamento Istat previsto (anziché subire riduzioni), beneficiando così del via libera all’aumento delle tariffe in virtù delle buone performance registrate.
Questa nuova realtà è stata subito oggetto di critiche da parte del consigliere regionale del Pd, il comasco Angelo Orsenigo. “Ieri, 1 settembre sono scattati i rincari di Trenord, ma pochi mesi fa tutta la giunta votava all’unanimità il blocco dei prezzi fino alla fine del 2027. E invece si dimostra l’ennesima promessa non mantenuta della giunta Fontana che volta le spalle a studenti e pendolari. Dove é finita la coerenza?”.
