Diciassette anni dopo l’abbassamento definitivo delle serrande, la struttura dell’ex Fare di Gallarate si prepara a cambiare completamente volto. Come riferisce la Prealpina, la giunta comunale ha approvato l’ultimo passaggio fondamentale per dare vita al “Gallarate City Mall”, la maxi operazione di riqualificazione che trasformerà lo storico immobile abbandonato di via Varese in un polo commerciale e di intrattenimento da oltre 15.000 metri quadrati distribuiti su tre piani.
A fare da traino al nuovo centro saranno 16 spazi commerciali, con metrature che per i grandi store raggiungeranno i 1.400 metri quadrati, affiancati da un’ampia offerta di bar e ristoranti. Ma la novità destinata ad attirare il pubblico di tutto il circondario è l’inserimento di una pista coperta per go-kart, un’attrazione pensata per rendere il complesso un punto di riferimento anche per il tempo libero. A servizio di clienti e visitatori ci saranno circa 700 posti auto.
Per la giunta guidata dal sindaco Andrea Cassani, la riapertura rappresenta un passaggio chiave per rimettere in circolo una porzione di territorio rimasta congelata per quasi due decenni. L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è duplice: creare nuove opportunità di lavoro e recuperare un bene al servizio della collettività. Consapevole dell’impatto che una simile struttura avrà sul quartiere, Palazzo Borghi ha già pianificato un rafforzamento dei controlli di sicurezza e del monitoraggio del territorio, così da accompagnare la trasformazione dell’area e gestire l’afflusso di visitatori.

Una quota centrale dell’operazione riguarda infatti la riqualificazione dell’area esterna e l’accessibilità alla struttura. La società SC Srl realizzerà interamente a sue spese una serie di opere pubbliche dal valore superiore a 1,7 milioni di euro, garantite da una fideiussione da 1,88 milioni e completate dalla cessione gratuita al Comune di circa 500 metri quadrati di spazi. Nel pacchetto rientrano la realizzazione di una nuova rampa di collegamento al piano interrato da viale Lombardia, il restyling dell’autosilo con nuovi rivestimenti ed elementi di verde urbano, l’ammodernamento dell’illuminazione, della segnaletica e dei sistemi di rilevamento della CO2. Sul fronte della viabilità generale resta invece in sospeso l’ipotesi di sostituire con una rotonda l’incrocio semaforico tra viale Lombardia e via Venegoni: un intervento da tempo inserito negli studi sulla mobilità ma che, almeno per ora, non è destinato a concretizzarsi.
Nonostante il via libera d’indirizzo rappresenti la svolta decisiva, le serrande non si alzeranno domani. L’orizzonte dell’inaugurazione, inizialmente ipotizzato per il 2026, appare oggi difficilmente percorribile per via dei tempi tecnici dei cantieri. La strada è tuttavia segnata: definiti i dettagli urbanistici e viabilistici, la rinascita dell’ex Fare entra ora ufficialmente nella sua fase operativa.
