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Attualità

Viale Geno, tenebre della vergogna sul monumento Covid. Mantovani: “Ha un significato profondo, il minimo è illuminarlo”

Voluto, così fortemente voluto da essere realizzato, installato ben prima che l’emergenza pandemica desse, come dà ora, segnali di seria mitigazione e controllo.

Parliamo del monumento dedicato alle vittime del Covid, donato da Fondazione Volta e inaugurato il 18 marzo 2021 in fondo a viale Geno.

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Sulla stele, opera ispirata dalla pandemia realizzata dallo scultore Vito Valentino Cimarosti, si era infatti espresso pochi giorni dopo l’inaugurazione Nini Binda (ne abbiamo parlato qui) domandandosi perché fosse stata scelta la collocazione in fondo a viale Geno e il motivo della donazione da parte della Fondazione.

A pochi mesi di distanza, riceviamo un’altra segnalazione e – ci tiene a sottolinearlo – “non una polemica ma un suggerimento al Comune” da parte della consigliera di Gruppo Misto Ada Mantovani (con tanto di foto, sotto).

“Ieri sera volevo andare a vedere il monumento alla fine di viale Geno – ci spiega – ma era tutto buio, la statua non si vedeva nemmeno. Meriterebbe un po’ di importanza e di luce in più alla sera, anche solo una minima illuminazione per leggere la targa. Non so se il Comune stia predisponendo qualcosa per illuminarla, ma è passato qualche tempo ormai dalla sua collocazione”.

Ma non solo illuminazione: secondo la consigliera, sarebbe una bella idea costruire anche qualcosa che la “abbracci” e la contenga meglio.

“Già la posizione è discutibile ma la rispetto, anche se non è così evidente alla cittadinanza perché in questo punto passano quasi più i turisti rispetto ai comaschi – aggiunge – In più, non mi sembra nemmeno ci sia qualcosa intorno, è messa in mezzo al prato e quindi non molto valorizzata”.

QUI IL MONUMENTO COME APPARE:

QUI, PER COMPRENDERE IL CONTESTO, ABBIAMO AUMENTATO NOTEVOLMENTE LA LUMINOSITA’

E conclude: “Se un Comune riceve una donazione, sarebbe bello contornarla con un’aiuola e come minimo illuminarla alla sera. Non è una questione di estetica, quanto legata al significato intrinseco di quest’opera e al perché è stata donata: per richiamare il ricordo e la tristezza di questo lungo periodo che tra l’altro non è ancora terminato”.

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