Come abbiamo diffusamente raccontato è stato esplosivo lo scontro oggi in Comune a Como durante le proteste delle mamme contro la chiusura dei nidi di via Passeri in centro Como e di Monte Olimpinom voluta dal sindaco Alessandro Rapinese [qui trovate la protesta e qui i dettagli della delibera appena varata spiegati dal sindaco].
In tutto questo non può restare sullo sfondo il durissimo scontro verbale tra il primo cittadino e Luca Gaffuri, storico esponente dem ex consigliere comunale e regionale. Che il primo cittadino non porti proprio nel cuore il Pd è cosa nota e diffusamente ribadita anche nei consigli comunali e il sentimento comunque è ricambiato. Nel pomeriggio abbiamo ottenuto il video (quasi) integrale del match dove sono volate parole pesantissime. Eccolo:
SULLA QUESTIONE E’ARRIVATA UNA NOTA DEL PD
“Questa mattina, al termine della conferenza stampa sulla chiusura degli asili nido di via Passeri e via Bellinzona, abbiamo assistito a uno spettacolo increscioso. Il sindaco ha risposto alle mamme con una modalità arrogante e totalmente antidemocratica, dimostrandosi, più volte, disinteressato ai problemi che le sue decisioni creano a cittadine e cittadini e incapace di ascoltare le loro richieste. Un alzare i toni che è sfociato in un tentativo di scontro con il Partito Democratico, al solo scopo di nascondere la pochezza delle sue argomentazioni e lo zero assoluto della sua idea di città e di Comune al servizio delle persone” dichiarano il Segretario cittadino del PD Daniele Valsecchi e i consiglieri comunali Patrizia Lissi, Stefano Fanetti, Eleonora Galli e Stefano Legnani.
“Quanto agli attacchi al centrosinistra, ricordiamo a Rapinese che l’unica giunta ad aver amministrato negli ultimi 30 anni è stata quella di Lucini, che peraltro ha azzerato le liste d’attesa. Quanto agli asili, invece, purtroppo si tratta di un film già visto, nelle scuse fornite (i costi o il calo delle nascite, pur in presenza di liste d’attesa), così come nelle modalità. La linea dell’attuale Amministrazione è sempre più chiara. Un compito, come quello di amministrare un Comune, che prevede certamente responsabilità, ma anche la bellissima gratificazione del poter fare per la comunità, per la gente, venendo incontro ai bisogni e alle richieste dei cittadini, viene trasformato in qualcosa che somiglia molto più alla direzione di un’azienda, focalizzata sul fare utili. Guai a investire dove c’è bisogno, a programmare, a progettare. Il tempo del sindaco e i soldi del Comune mica servono alle ristrutturazioni. Il Comune non è mica un servizio ai cittadini. Meglio tagliare, senza curarsi delle ripercussioni sociali del proprio operato”.
“Ancora una volta i calcoli e i freddi numeri sono stati messi davanti alle persone, alle famiglie e ai loro bambini, che dovranno cercare una nuova struttura, certamente meno comoda, con tutti i disagi che ne conseguono – proseguono – A partire da quelli legati al traffico, che andrà inevitabilmente ad aumentare, dovendo, i genitori, fare più strada per accompagnare i figli al nido. Una decisione, dunque, che avrà anche un risvolto sull’inquinamento ambientale. Si tratta inoltre di una decisione antistorica, in quanto l’Unione Europea si è posta come obiettivo quello di aumentare gli asili nido entro il 2030: ma evidentemente al sindaco piace andare in controtendenza. Così come è in controtendenza il fatto che la conferenza stampa di annuncio del provvedimento, che metterà in difficoltà decine di mamme, sia arrivata nella giornata dell’8 marzo, festa della donna. In Italia una donna su cinque deve lasciare il posto di lavoro perché non supportata. Qual è la risposta del Comune? Chiudere gli asili nido, da sempre un’eccellenza del nostro territorio, oltre che uno strumento pedagogico utile a favorire l’aumento demografico, tema di assoluta emergenza. E’ questo il modo di aiutare le donne e le famiglie?”.
“Sottolineiamo, infine, come l’informazione riguardante la chiusura del nido di Monteolimpino, sia trapelata solo in seguito a una precisa domanda posta al sindaco e non grazie a un corretto modus operandi, che avrebbe previsto che tutta la comunità fosse adeguatamente informata. Cosa che, per altro, lo stesso primo cittadino aveva affermato avrebbe fatto, in un vergognoso intervento in risposta alla nostra consigliera Patrizia Lissi, che chiedeva quali altre chiusure fossero previste, oltre a quella dell’asilo Ponte Chiasso. Vergognoso, come l’atteggiamento mostrato questa mattina, di fronte a un gruppo di mamme che chiedevano solo un doveroso ascolto, ma che si sono viste trattare, ancora una volta, senza un minimo di rispetto” concludono.
E SEMPRE DAL PD, IL CONSIGLIERE REGIONALE ANGELO ORSENIGO
“Trovo le frasi del sindaco di Como inammissibili. Si scusi con i consiglieri di minoranza e con i genitori, responsabili solo di aver espresso preoccupazione sulle chiusure dei nidi”, dichiara il consigliere regionale del PD, Angelo Orsenigo.
“Amministrare una città e rappresentarne la comunità impone anche un obbligo di rispetto delle altre forze politiche di minoranza e delle voci dei cittadini che hanno diritto a opinioni contrarie. Il tutto con un’attenzione ad abbassare i toni dello scontro, non ad esacerbarli ogni volta. Sento di doverlo ricordare al sindaco che in queste ore ha purtroppo dato esempio di come un primo cittadino non dovrebbe comportarsi. Chiamare ‘poveracci’ gli esponenti eletti del Partito Democratico, mettere alla berlina un gruppo di genitori bollandoli come ‘le mamme del PD’ solo per aver dimostrato preoccupazione sul futuro di un servizio pubblico, è inaccettabile. Tale atteggiamento non dovrebbe trovare posto all’interno del dialogo democratico di una città, né tantomeno dovrebbe venire da un sindaco che, ricordiamo, è primo tra i cittadini che rappresenta. Non è al di sopra di essi né al di sopra del rispetto dovuto”, conclude Orsenigo.
E QUINDI DA SVOLTA CIVICA
Su una cosa non c’è dubbio. L’attuale sindaco sarà ricordato come il sindaco delle chiusure. E dopo i centri civici, la bocciofila e gli altri luoghi di aggregazione non potevano mancare le scuole e degli asili. Dopo via Longhena ad albate, dopo la scuola media di sagnino, dopo la materna di ponte chiasso ora tocca al nido di via passeri e al nido di monte Olimpino.
Un amministratore, nel prendere delle decisioni, deve mettere al primo posto il bene e le esigenze della città. L’unico criterio per prendere le decisioni non può essere quello economico, di razionalizzazione dei costi e di risparmio di risorse. E possibile che le esigenze delle famiglie non vengano mai ascoltate? È possibile amministrare una città con un tale livello di indifferenza per le problematiche delle famiglie?
Ormai è evidente, la città di Como non è una città i cui poter far crescere i propri bambini. Asili e scuole che vengono chiuse con una semplicità e una indifferenza disarmante, parchi pubblici inaccessibili, servizi per l’infanzia ridotti all’osso, problema del ritiro dei pannolini usati mai affrontato seriamente.
Siamo in un’epoca di calo demografico e l’amministrazione DEVE trovare delle soluzioni per contrastare questo fenomeno. E mentre le altre città vanno in questa direzione, a Como, il sindaco Rapinese rende impossibile la vita dei genitori