Ennesima serata di colpi di scena, in consiglio comunale, sulla vicenda Como Nuoto-Pallanuoto Como.
La potenziale bomba è stata sganciata soprattutto dal consigliere Alessandro Rapinese che in un lungo intervento a corollario di una lettera destinata al dirigente del settore Patrimonio di Palazzo Cernezzi ha affermato di avere recuperato e analizzato i numeri della discordia (ovvero quelli degli effettivi tesserati agonisti di Pallanuoto Como, elenco decisivo per l’aggiudicazione alla stessa società del bando per la gestione del polo di viale Geno, ma su cui Como Nuoto ha chiesto al Comune le famose nuove verifiche rese impossibili dal diniego della Fin).
Nel video che riproduce l’intervento integrale di Rapinese, la ricostruzione che secondo il consigliere potrebbe ribaltare completamente l’esito della vicenda, di fatto portando all’inevitabile aggiudicazione a Como Nuoto del compendio di viale Geno.
Nell’impossibilità della redazione di poter contro-verificare i numeri citati dal consigliere, rimandiamo integralmente al video diffuso da Rapinese relativamente al proprio intervento in consiglio comunale.
Ma anche altri sono stati gli interventi sulla questione.

Il capogruppo della Lega, Giampiero Ajani, ad esempio ha “sollecitato l’amministrazione ad arrivare a un chiarimento sul numero degli atleti agonisti per quanto riguarda la vicenda della Como Nuoto; il mio è un accorato appello perché sono stato a mia volta sollecitato”.
Anche Ada Mantovani (Gruppo Misto) ha affrontato l’argomento.

“Visto il carattere dirimente delle questione chiedo come mai non siano state fatte le necessarie verifiche sui tesserati prima dell’aggiudicazione della gara – ha affermato Mantovani – Quali controlli ora si intende esperire? E come si intende procedere nei confronti di Fin? Non è possibile invitare Pallanuoto Como a chiedere direttamente a Fin l’elenco certificato dei soli atleti agonisti relativamente al triennio indicato nel bando?”.