Dietro lo smartphone Franco Campanella, vicepresidente di Colisseum, davanti il presidente della cooperativa Roberto Romanò. I due, “dopo 731 giorni” come spiegano nel video, tornano davanti agli impianti di via del Dos a Como, le piscine essenziali soprattutto per le attività di acquaticità delle persone diversamente abili e chiuse appunto due anni fa (qui tutte le cronache). Impianti “un po’ datati ma molto ben funzionanti e adatti a scopi particolari” evidenziano. Colisseum, come noto, è un’impresa sociale che pone al centro l’educazione e la pratica delle discipline motorie e sportive.

Perché sono state chiuse le piscine? Chiedono Campanella e Romanò. “Questioni tecniche legate alla sicurezza ma noi avevamo due perizie asseverate di ingegneri strutturisti e per noi la motivazione della chiusura non reggeva. La sicurezza c’era e veniva mantenuta secondo standard molto buoni. A oggi non si sa nulla dei lavori, non ci sono novità significative. Qualcosa è stato fatto per i centri diurni disabili ma non per le piscine”.
E dunque, sottolineano: “Noi invitiamo il sindaco a trovare velocemente una soluzione, non possiamo fare altro. Confidiamo che l’anno prossimo ci si trovi qui non per inquadrare un cancello chiuso ma per festeggiare una riapertura”. Nel video viene spiegato puntualmente quanto fatto dalla coop negli ultimi due anni.
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