Una mozione contro l’attacco russo all’Ucraina ha creato non poche tensioni in Consiglio comunale a Cantù ieri sera, con tre consiglieri della Lega, tra cui il coordinatore cittadino del partito, Maurizio Facchini, che hanno abbandonato l’aula.
Ragione della contesa? “Non volevano comparisse il nome di Putin nel documento”, racconta Antonio Pagani capogruppo di Pd, Unire Cantù e Cantù con noi. I lettiani hanno preparato una mozione (il regolamento comunale canturino non prevede lo strumento Ordine del Giorno): “che – evidenzia Pagani – usando parole precise e trasversali, cioè condivisibili da chiunque, condanna la guerra, evidenzia la ferita del Diritto internazionale e impegna il Comune a attivare, attraverso la comunità ucraina presente in città, per aiuti e accoglienza di eventuali profughi in arrivo qui”.
Insomma, dice Pagani: “Su questa base abbiamo avuto l’appoggio dei Cinque Stelle, di Fratelli d’Italia e Forza italia. La Lega però ha proposto un proprio documento, lo abbiamo letto per provare a condividerlo ma era generico e pretendeva togliessimo riferimenti diretti a Vladimir Putin, citato due volte. Se togliamo il nome che senso c’è? Nessuno ha capito questa pervicace opposizione”.
La discussione non ha sortito effetti. Ma va detto che in sede di voto cinque consiglieri leghisti si sono espressi favorevolmente al documento mentre tre hanno lasciato l’aula.
Tra questi, si diceva, il coordinatore cittadino dei salviniani, Maurizio Facchini. Che contattato ha inviato una nota. La riportiamo integralmente:
La mozione in questione è stata votata all’unanimità dal Consiglio Comunale. Alcuni consiglieri di minoranza e maggioranza, fra cui il sottoscritto, hanno ritenuto di non essere presenti alla votazione a vario titolo, sicuramente non per motivi politici essendo la Lega in prima linea nella condanna delle azioni di guerra del governo russo.
Quindi la questione non è assolutamente tale: ritengo che siamo tutti convintamente contro la guerra e contro le aggressioni militari. La mozione presentata dal Pd e da Unire Cantù era, per come presentata, un manifesto politico che voleva esclusivamente trovare un capro espiatorio su cui convogliare unilateralmente lo sdegno comune e le responsabilità politiche.
Non aveva alcun intento di imporre il necessario dialogo che in questo momento ritengo l’unica via per trovare la soluzione diplomatica alla risoluzione del conflitto. I colpevoli ci sono? Sicuramente, e in primis i governi di mezzo mondo, e saranno gli eventi e la storia a condannarli: ognuno di noi oggi ha però il dovere di chiedere il dialogo fra tutte le parti. Ottimo lavoro ha fatto ieri sera il capogruppo della Lega Gabriele Maspero, riuscendo per la maggior parte dei punti ideologici a riportare tale mozione in un documento orientato in tal senso. L’aver voluto a tutti costi lasciare punti divisivi da parte dei proponenti della mozione ha impedito la personale totale condivisione del testo, inoltre i “senza se e senza ma” espressi nascondono solo, a mio avviso, l’incapacità di voler trovare le soluzioni invece dei colpevoli, i quali in ogni caso, non potranno scappare dalle loro responsabilità.
La Lega ha votato unanime la mozione giustamente emendata, altri consiglieri hanno preferito consapevolmente e a titolo esclusivamente personale fare una scelta diversa, ma siamo tutti sicuramente unanimi nella condanna di qualsiasi atto bellico. Auspico che il confronto vero fra le diplomazie trovi quelle soluzioni che tengano realmente conto di tutte le legittime volontà dei popoli che sono da anni coinvolti nel conflitto ucraino. L’Amministrazione, come anticipato in CC dal sindaco Alice Galbiati, si è già attivata in collaborazione con istituzioni e associazioni per garantire quelle azioni concrete che sono oggi necessarie per l’accoglienza e l’aiuto da chi fugge dalla guerra.
La libertà di pensiero delle persone oggi vedo che è messa in discussione con attacchi politici strumentali da parte di chi è affossato nel puro ideologismo che di democratico non ha assolutamente nulla. Evidentemente per queste persone mantenere le divisioni anche su temi come la guerra e la distruzione giova a loro ma di certo non favorisce la ricerca del giusto e doveroso dialogo per la pace per cui tutti noi ci battiamo.