Allievo alla guida con istruttore in auto con insegna Autoscuola su strada urbana
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Età patente, si cambia ancora: anche in Italia il modello che arriva dagli Usa

Al centro c’è anche l’idea di anticipare alcuni passaggi della formazione alla guida per i più giovani. Da qui la formula, già rimbalzata, della “patente a 17 anni”. Ma attenzione: per come è emersa finora, non vuol dire che un minorenne possa prendere l’auto e guidare da solo come un diciottenne. Il punto, semmai, è capire come cambierebbe la guida per giovani e neopatentati, tra più pratica, più controlli e un possibile avvicinamento alle regole europee.

La possibile patente a 17 anni in Italia arriva dai materiali di lavoro inviati dal Mit a oltre cento operatori e associazioni del settore, chiamati a dire la loro sulla nuova riforma del Codice della Strada. Il ministero, in una nota, ha spiegato di voler arrivare a un testo “il più vicino possibile alle esigenze degli automobilisti”, tenendo però ferma la sicurezza della circolazione.

Il punto chiave, almeno per ora, non è permettere ai ragazzi di guidare da soli prima dei 18 anni. L’ipotesi riguarda piuttosto un percorso di preparazione più lungo e anticipato, così da far arrivare i giovani all’esame per la patente B con più esperienza alle spalle. Non è una differenza da poco: oggi la patente per l’auto resta legata alla maggiore età.

Già adesso, infatti, un ragazzo di 17 anni può mettersi al volante in Italia, ma solo con l’autorizzazione alla guida accompagnata e a condizioni precise. Deve avere una patente A1 o B1, aver seguito un percorso pratico in autoscuola e guidare con un adulto idoneo al suo fianco. Da solo, no. E nelle bozze circolate questo limite non scompare.

Guida accompagnata dai 16 anni: requisiti, limiti e ruolo dell’accompagnatore

La novità più concreta allo studio è l’anticipo a 16 anni della guida accompagnata, sempre per chi abbia già una patente A1 o B1. In sostanza, il ragazzo potrebbe iniziare prima a fare pratica su strada, ma sotto controllo, allungando il periodo di esperienza prima dell’esame per la patente B.

Ragazzo al volante con un adulto accanto, visto dal sedile posteriore, su strada urbana di giorno
Guida accompagnata: un giovane al volante con un adulto passeggero, tema al centro dell’ipotesi di patente a 17 anni.

Oggi l’autorizzazione si può chiedere dai 17 anni, dopo almeno 10 ore di corso pratico in autoscuola. L’accompagnatore deve avere la patente da almeno dieci anni, non deve avere più di 60 anni e non deve aver subìto sospensioni negli ultimi cinque anni. Regole pensate per evitare leggerezze: stare accanto a un minorenne alla guida non è una semplice presenza sul sedile del passeggero.

Nel confronto tecnico si ragiona quindi su un percorso più graduale. Meno salto improvviso tra autoscuola ed esame, più chilometri fatti con un adulto esperto. “Serve prudenza, ma anche formazione reale”, è il ragionamento che filtra dagli ambienti del settore. Restano da definire i paletti: potenza dell’auto, strade consentite, orari, responsabilità dell’accompagnatore.

Patenti C1 e Cqc anticipate: l’obiettivo di portare giovani nell’autotrasporto

Il tema dei 17 anni pesa ancora di più sulle patenti professionali. Tra le ipotesi del Mit c’è l’anticipo del conseguimento della patente C1, prevista per alcuni mezzi pesanti, insieme all’accesso anticipato alla Carta di qualificazione del conducente, la Cqc. Una linea legata anche al recepimento della nuova disciplina europea.

L’obiettivo dichiarato è avvicinare prima i giovani all’autotrasporto, un settore che da anni denuncia la mancanza di autisti. Le imprese lo ripetono da tempo: molti conducenti vanno in pensione, pochi ragazzi entrano nel mestiere. Anticipare una parte del percorso potrebbe rendere più rapido l’ingresso nel lavoro, senza cancellare formazione, esami e abilitazioni.

Da chiarire, però, ci sono le condizioni. E non è un dettaglio. Guidare un mezzo commerciale non è come guidare un’utilitaria per andare a scuola o al lavoro. Per questo il confronto con autoscuole, associazioni di categoria e operatori della logistica sarà decisivo, soprattutto su controlli, ore di formazione e responsabilità delle aziende.

Tempi della riforma e nodi aperti nel confronto con operatori e associazioni

Sui tempi della riforma del Codice della Strada non c’è ancora una data certa. Il ministero ha aperto la consultazione con operatori, enti e associazioni, ma il testo finale dovrà passare dal confronto politico e tecnico. L’obiettivo indicato è chiudere il percorso entro la fine della legislatura. Molto, però, dipenderà dalle osservazioni che arriveranno nelle prossime settimane.

Nel pacchetto non c’è solo la patente a 17 anni. Si parla anche di circolazione per file parallele su autostrade e superstrade a tre corsie, riduzione a 30 giorni dei tempi di notifica delle multe rilevate da remoto, stop agli aumenti automatici legati all’inflazione e controlli più severi contro chi circola senza assicurazione. Misure diverse, ma tutte legate al tentativo di riscrivere alcune regole della mobilità di ogni giorno.

Per giovani e neopatentati, però, la domanda resta una: la riforma darà più autonomia o solo più formazione in anticipo? Al momento, la seconda ipotesi è quella più vicina ai documenti circolati. La guida a 17 anni, insomma, non sarebbe un via libera. Sarebbe un percorso sorvegliato, con un adulto accanto, qualche limite in più e l’idea — ancora tutta da provare su strada — che l’esperienza possa contare quanto l’età.

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