Friggitrice ad aria nera su piano cucina affollato con patate, bottiglia d’olio, verdure e scontrino in mano
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Friggitrice ad aria, il difetto che mai nessuno ha rivelato prima

Prima di portarla a casa, però, conviene fare due conti: prezzo, spazio occupato, rumore e risultati reali non sono dettagli. E non sempre questo elettrodomestico mantiene, nella vita di tutti i giorni, tutto quello che promette.

Il primo punto è il prezzo della friggitrice ad aria. I modelli più capienti e potenti, nelle fasce più diffuse del mercato, possono costare tra 200 e 400 euro, con cifre anche più alte per gli apparecchi multifunzione. Non poco, soprattutto se poi si finisce per usarla solo per patatine surgelate, crocchette o pochi prodotti già pronti.

Una friggitrice tradizionale costa spesso molto meno, a volte appena una parte del prezzo di un buon airfryer. Il ragionamento, quindi, è abbastanza semplice: l’acquisto ha senso se l’apparecchio viene usato più volte a settimana e per preparazioni diverse, dal pollo alle verdure, fino a piccoli dolci o piatti da riscaldare senza accendere il forno. “Se resta sul piano cucina e la si usa davvero, può tornare utile”, spiegano spesso i rivenditori più prudenti. Se invece finisce in dispensa dopo l’entusiasmo iniziale, resta solo un oggetto costoso.

C’è poi un equivoco da chiarire subito. La cottura ad aria non è una vera frittura: funziona con aria calda ventilata. Chi si aspetta lo stesso identico risultato della frittura in olio, con la stessa consistenza e lo stesso sapore, rischia di restare deluso già ai primi tentativi.

Ingombro, capacità e limiti pratici nelle cucine piccole

Il secondo aspetto è lo spazio in cucina, particolare che in negozio o nelle schede online sembra quasi secondario. Ma una friggitrice ad aria di buona capacità non è un accessorio da infilare in un cassetto. Alcuni modelli da circa 10 litri, tra quelli più grandi, possono arrivare a dimensioni vicine ai 50 centimetri di profondità, con oltre 30 centimetri di larghezza e altrettanti in altezza.

Friggitrice ad aria ingombrante su un piano cucina affollato con patate, verdure, tagliere e mani in primo piano
Una friggitrice ad aria voluminosa occupa il piano cucina tra patate e verdure, richiamando i dubbi pratici prima dell’acquisto.

In una cucina piccola, magari in un bilocale o in una casa dove il piano di lavoro è già occupato da macchina del caffè, robot e microonde, trovare posto non è così facile. E spostarla ogni volta da uno scaffale al piano cucina fa perdere buona parte della comodità promessa. È un dettaglio pratico, ma pesa.

Scegliere un modello compatto aiuta, ma solo fino a un certo punto. Una friggitrice ad aria piccola occupa meno spazio, certo, però permette anche di cuocere meno cibo alla volta. Per una persona può bastare. Per una famiglia di quattro, invece, spesso significa preparare tutto in più turni. E a quel punto il vantaggio sui tempi si riduce parecchio.

Rumore e prestazioni: cosa aspettarsi davvero dalla cottura ad aria

La rumorosità dell’airfryer è un altro limite che molti scoprono solo dopo l’acquisto. L’apparecchio lavora con una resistenza e una ventola che fa circolare aria calda ad alta velocità. Il risultato è un ronzio continuo, simile a quello di un piccolo forno ventilato. Non è un frastuono, ma in un soggiorno con angolo cottura può farsi notare.

Chi lavora da casa, guarda la televisione a pochi metri o ha bambini piccoli può accorgersene in fretta. “Pensavo fosse più silenziosa”, si legge spesso nelle recensioni degli utenti. Molto dipende dal modello, naturalmente, ma il rumore fa parte del funzionamento.

Anche sulle prestazioni della friggitrice ad aria è meglio non farsi troppe illusioni. Le patatine possono venire dorate e asciutte, soprattutto se distribuite bene nel cestello e girate a metà cottura. La croccantezza, però, non sempre è quella della frittura tradizionale in olio bollente, in particolare con prodotti freschi o con apparecchi economici.

Il motivo è tecnico, non solo di gusto. L’olio trasferisce il calore in modo diverso e crea una superficie più uniforme. L’airfryer, invece, lavora come un mini forno ventilato molto potente. Va bene per molti alimenti, ma non fa miracoli.

Consumi, salute e inquinamento indoor: i vantaggi da pesare contro i difetti

Detto questo, i vantaggi della friggitrice ad aria ci sono e non sono da poco. Il primo riguarda l’uso ridotto di olio: molte ricette richiedono pochi spruzzi o un cucchiaino, con un taglio netto dei grassi rispetto alla frittura classica. Per chi vuole alleggerire alcuni piatti senza rinunciare alla parte esterna più asciutta e consistente, può essere una soluzione pratica.

C’è poi il tema dei consumi energetici. Rispetto a un forno tradizionale, una friggitrice ad aria scalda uno spazio molto più piccolo e arriva rapidamente in temperatura. Alcuni test indicano risparmi importanti, fino a circa il 70% di elettricità in determinate condizioni d’uso. Il dato, però, cambia in base al modello, alla durata della cottura e alla quantità di cibo.

Un altro elemento arriva dagli studi sull’inquinamento indoor. Una ricerca dell’Università di Birmingham ha confrontato diversi metodi di cottura misurando emissioni di particolato e composti organici volatili, i cosiddetti VOC. Secondo i risultati citati dall’ateneo, la friggitrice ad aria produce livelli più bassi di inquinanti rispetto alla frittura in padella e ad altri sistemi più tradizionali.

La conclusione, quindi, non è comprare o non comprare. È capire a cosa serva davvero. Se la friggitrice ad aria viene scelta come elettrodomestico da usare spesso, con spazio sufficiente e aspettative corrette, può semplificare molte preparazioni. Se invece la si immagina come sostituto identico della friggitrice a olio, silenzioso, piccolo ed economico, la delusione è dietro l’angolo.

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