Magazine

Gli esperti di climatizzazione sono d’accordo: basta variare di un solo grado il condizionatore per trovarsi questa maggiorazione in bolletta

Con l’arrivo delle nuove ondate di calore, chi possiede un impianto di climatizzazione in casa si trova puntualmente davanti allo stesso dilemma: fino a che punto conviene abbassare la temperatura per ottenere un reale sollievo dal caldo, senza però far esplodere i costi in bolletta. Non serve necessariamente scendere di molti gradi per percepire un ambiente più fresco, ma capire quale sia la soglia più efficiente resta tutt’altro che scontato per la maggior parte degli utenti.

Secondo le indicazioni fornite dalle stesse compagnie elettriche, la temperatura ideale da impostare sarebbe 25 gradi, da considerare come riferimento generale su cui muoversi eventualmente fino a 26 gradi o scendere fino a 24, a seconda delle esigenze specifiche dell’ambiente in un dato momento della giornata.

Questo intervallo permette di ridurre il rischio di sovraccaricare il sistema di riscaldamento, ventilazione e climatizzazione, contenendo di conseguenza anche i costi complessivi in bolletta, senza dover rinunciare a un livello di comfort accettabile nelle ore più calde.

Perché anche un grado può fare la differenza sul condizionatore

A confermarlo è Alejandro Martín, esperto di climatizzazione per Daikin, secondo cui è diffusa la convinzione che impostare il condizionatore su temperature molto basse, come 18 o 20 gradi, raffreddi più rapidamente l’ambiente rispetto a un valore più moderato.

Perché anche un grado può fare la differenza sul condizionatore-comozero.it

In realtà, spiega l’esperto, il funzionamento della macchina resta identico indipendentemente dalla temperatura richiesta: quello che cambia è il tempo necessario per raggiungerla, che si allunga sensibilmente quando lo scarto rispetto alla temperatura ambiente è più ampio, facendo aumentare i consumi complessivi dell’impianto.

Il dato più concreto, e probabilmente quello che sorprende di più, riguarda proprio la variazione di un singolo grado: partendo da una temperatura di 24 gradi, abbassarla di un solo grado, portandola quindi a 23, comporta un aumento del consumo energetico di circa l’8%. Una percentuale che, presa singolarmente, può sembrare trascurabile, ma che sommata nel corso di una giornata intera di utilizzo, e ripetuta per settimane durante i mesi più caldi dell’estate, può tradursi in una differenza tutt’altro che marginale sull’importo finale della bolletta elettrica.

Oltre a regolare correttamente la temperatura, esistono altri accorgimenti utili per contenere i consumi durante le ondate di calore, che gli esperti consigliano di adottare in parallelo. Tra questi, viene citata la pulizia periodica dei filtri del condizionatore, da effettuare almeno una volta al mese e da sostituire secondo le indicazioni fornite dal produttore, un’operazione tanto più importante proprio nei periodi in cui l’elettrodomestico viene utilizzato più intensamente e i filtri tendono a intasarsi più rapidamente, riducendo l’efficienza complessiva del sistema.

Altri due accorgimenti riguardano la tenuta della casa e la gestione della luce solare. Applicare guarnizioni intorno a finestre e porte, nel caso in cui siano presenti spifferi, aiuta a evitare dispersioni d’aria fredda verso l’esterno, un problema che costringe l’impianto a lavorare più a lungo per compensare la perdita di temperatura. L’uso di tende e tapparelle oscuranti nelle ore più calde della giornata, invece, limita l’ingresso diretto della luce solare nelle stanze, riducendo il carico di lavoro richiesto al condizionatore per mantenere la temperatura desiderata e, di conseguenza, abbassando ulteriormente i consumi energetici complessivi dell’abitazione.

Messi insieme, questi piccoli accorgimenti, dalla temperatura impostata alla manutenzione dei filtri fino alla gestione della luce e degli spifferi, possono fare una differenza concreta sul consumo energetico complessivo di una casa nei mesi più caldi. Non si tratta di rinunce drastiche al comfort, ma di piccole abitudini quotidiane che, prese singolarmente, sembrano avere un peso minimo, ma che nel corso di un’intera estate finiscono per incidere in modo significativo sull’importo finale della bolletta.

© RIPRODUZIONE RISERVATA