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Il consulente energetico mi ha aiutato a fare due calcoli: quanto spenderemo in bolletta per il condizionatore acceso 6 ore

Decisa a capire quanto mi costerà in bolletta il condizionatore ho deciso di fare alcune ricerche online, con numeri alla mano, e capire quanto incide davvero tenere il condizionatore acceso qualche ora al giorno durante l’estate. Ho trovato un’analisi dettagliata firmata dall’esperto Iván Terrón su Elespanol, che mi ha chiarito ogni dubbio.

Il punto di partenza è stato semplice: un climatizzatore standard da circa 2.000 watt, acceso 6 ore al giorno per un mese intero, consuma circa 360 kWh in più rispetto al resto dell’anno. Tradotto in bolletta, significa un aggravio di circa 53 euro al mese solo per l’aria condizionata.

Quanto spenderemo in bolletta per il condizionatore

In Italia il prezzo medio dell’energia elettrica per un’utenza domestica in regime di maggior tutela o su un contratto a mercato libero si aggira generalmente tra i 0,25 e i 0,35 euro al kWh, IVA e oneri di sistema inclusi, con oscillazioni legate al fornitore e alla fascia oraria. Applicando questi valori ai 360 kWh extra stimati dal consulente spagnolo, il costo aggiuntivo per un condizionatore acceso 6 ore al giorno per un mese oscilla, in un’utenza media italiana, tra i 90 e i 125 euro: una cifra superiore rispetto al caso spagnolo, proprio perché il prezzo dell’elettricità in Italia resta tra i più alti d’Europa.

Quanto spenderemo in bolletta per il condizionatore-comozero.it

Terrón ha spiegato che il primo alleato per contenere la spesa è il ventilatore, che assorbe in media tra i 30 e i 75 watt: usato in combinazione con il condizionatore, permette di alzare la temperatura impostata di un paio di gradi senza perdere la sensazione di fresco, perché muove l’aria fredda in tutta la stanza. Un accorgimento che vale anche per le case italiane, specie considerando che ogni grado impostato sotto i 24-25°C aumenta il consumo dell’apparecchio in modo sensibile.

Un altro fattore che il consulente energetico ha sottolineato riguarda l’orario di utilizzo. Nel mercato spagnolo, dove il prezzo dell’elettricità varia molto durante la giornata, la differenza tra le ore più economiche e quelle più costose può essere anche quadrupla, con il picco tipicamente tra le 20 e le 22. In Italia il discorso vale soprattutto per chi ha un contratto a fasce orarie, dove le fasce F2 e F3 (sera, notte e weekend) costano meno della fascia F1 diurna nei giorni feriali: raffreddare la casa nelle ore più convenienti e sfruttare l’inerzia termica delle pareti per mantenere il fresco può quindi fare la differenza anche da noi, anche se in misura meno marcata rispetto al mercato spagnolo.

Resta infine il consiglio più semplice, che il consulente ha definito il vero risparmio: impostare il condizionatore attorno ai 26°C invece che sui 20-21°C a cui molti sono abituati. La differenza percepita dal corpo, secondo Terrón, è minima, ma quella sul contatore no. Prima di correre a rivedere il contratto di fornitura, però, vale la pena partire proprio da qui: due o tre gradi in più sul telecomando del condizionatore possono valere diverse decine di euro a fine estate, senza rinunciare al fresco in casa.

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