Il testo recepisce la direttiva UE 2024/2841 e punta a rendere più semplice il riconoscimento, in tutta l’Unione europea, di diritti, agevolazioni e condizioni legate alla disabilità.
Il provvedimento dovrà ora seguire il normale passaggio parlamentare prima del via libera definitivo. L’obiettivo è chiaro: superare il mosaico di regole diverse da Paese a Paese. Oggi una persona con disabilità riconosciuta, appena attraversato un confine, può essere costretta a dimostrare di nuovo la propria condizione per accedere a servizi, sconti o facilitazioni previste sul posto.
La direttiva UE 2024/2841 nasce proprio per evitare questo. Con la Carta Europea della Disabilità, lo status certificato in uno Stato membro dovrà essere riconosciuto anche negli altri Paesi dell’Unione, senza ulteriori passaggi documentali, almeno per l’accesso alle misure previste per i cittadini disabili del Paese in cui ci si trova.
Il decreto interviene anche sul contrassegno di parcheggio, con un modello europeo destinato a sostituire gradualmente quello oggi usato nei Comuni italiani. Il nuovo tagliando sarà riconoscibile negli Stati membri e avrà strumenti di controllo, tra cui un Qr code, per ridurre abusi e dubbi durante le verifiche.
Carta Europea della Disabilità: chi può chiederla e come la rilascia l’INPS
La Carta Europea della Disabilità, indicata anche come CED, è il documento che certifica in modo rapido la condizione del titolare. Non prende il posto del verbale di invalidità e non cambia i requisiti sanitari già previsti dalle norme italiane. Serve, invece, a rendere più immediata la prova della disabilità, in Italia e negli altri Stati dell’Unione.
Potranno richiederla le persone con invalidità riconosciuta ai sensi della legge 104 e chi è già titolare della EU Disability Card, il progetto partito nel 2020 come fase preparatoria e destinato a essere superato con l’attuazione del nuovo decreto. Se il titolare ha bisogno di un accompagnatore, sulla carta comparirà la lettera “A”, un segno breve ma importante quando si accede a servizi o agevolazioni. Il rilascio resterà in capo all’INPS.
La domanda andrà presentata online dal beneficiario o da un delegato, secondo le procedure che l’istituto metterà a disposizione. La Carta Europea della Disabilità sarà gratuita e, secondo lo schema di decreto, dovrà arrivare entro 90 giorni dalla richiesta. Sarà disponibile sia in formato fisico sia digitale, con possibile inserimento nell’IT Wallet.
La validità sarà di 10 anni per le persone con disabilità non soggette a revisione; quando invece il riconoscimento sanitario prevede una revisione, la scadenza della carta coinciderà con quella indicata nel verbale.
Contrassegno parcheggio UE: requisiti, domanda e durata
Accanto alla CED arriva il nuovo contrassegno europeo di parcheggio per persone disabili, che prenderà il posto dell’attuale modello nazionale. A rilasciarlo sarà ancora il Comune di residenza, ma il documento avrà un formato uniforme, valido e riconoscibile in tutta l’Unione europea.
Il contrassegno parcheggio UE potrà essere richiesto dalle persone con impedita o ridotta capacità di deambulazione, dai soggetti con invalidità psichica o intellettiva e gravi compromissioni agli arti superiori, oltre che da ciechi totali, ciechi parziali e ipovedenti. Sono categorie già conosciute dagli uffici comunali, ora inserite in un quadro europeo più ordinato.
La domanda potrà essere presentata allo sportello del Comune oppure online, tramite piattaforma digitale. In caso di richiesta online il rilascio sarà gratuito; per le domande presentate di persona potranno invece essere richiesti i diritti di segreteria, secondo le regole dell’amministrazione competente.
Anche il nuovo contrassegno avrà una validità ordinaria di 10 anni, salvo i casi legati a condizioni sanitarie soggette a revisione. Il Qr code permetterà controlli più rapidi, soprattutto fuori dal Comune di rilascio o durante soggiorni in altri Paesi dell’Unione.
Rifiuti discriminatori, sanzioni e fase transitoria fino al 2029
Lo schema di decreto introduce anche una tutela per i cittadini. Se il rifiuto di riconoscere la Carta Europea della Disabilità o il contrassegno europeo di parcheggio dovesse avere carattere discriminatorio, la persona interessata potrà chiedere il risarcimento del danno, secondo le regole previste dall’ordinamento.
Resta poi il fronte delle sanzioni. L’uso improprio della documentazione continuerà a essere punito in base al Codice della strada e, nei casi più gravi, potrà avere conseguenze anche penali. La linea è doppia: più diritti per chi ne ha titolo, più controlli contro gli abusi che, nella vita di tutti i giorni, finiscono per pesare su chi ha davvero bisogno di quei servizi.
Il passaggio al nuovo sistema non sarà immediato. I contrassegni già rilasciati con il vecchio modello resteranno validi fino al 5 dicembre 2029, purché emessi entro il 5 giugno 2028. Da quel momento il modello europeo diventerà il riferimento unico, chiudendo una fase transitoria pensata per evitare code agli sportelli e sostituzioni affrettate.
