Mezza cipolla su un piattino sul comodino, con letto e finestra aperta sullo sfondo
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Molti consigliano di mettere una piccola cipolla in camera da letto mentre si dorme: è un toccasana

La storia della cipolla che assorbe i germi arriva da lontano. È una credenza popolare, legata all’idea che certi alimenti dall’odore forte possano “tirare via” malattie e impurità dall’aria. In molte case il consiglio gira ancora: “Mettila sul comodino, così pulisce l’aria”. Un gesto semplice, quasi rassicurante. Ma non basta ovviamente, non è un sistema scientifico. 

La cipolla contiene davvero composti naturali solforati, quelli che le danno l’odore pungente e che sono stati studiati per alcune proprietà legate all’alimentazione. Questo, però, non la trasforma in uno strumento capace di catturare virus o batteri sospesi in una stanza. Una cosa è la composizione di un alimento, un’altra è la sanificazione dell’aria.

La credenza si alimenta anche con un equivoco molto comune. Dopo qualche ora, la cipolla tagliata cambia aspetto: si secca, forma aloni, magari compaiono macchie. Da qui l’idea, sbagliata, che abbia “assorbito” qualcosa dalla camera. In realtà sono normali trasformazioni di un alimento tagliato e lasciato all’aria.

Perché virus e batteri non spariscono dal comodino

I virus respiratori, compresi quelli del raffreddore e dell’influenza, non vengono neutralizzati da una cipolla appoggiata su un piatto. Si trasmettono soprattutto da persona a persona, con le goccioline respiratorie prodotte quando si parla, si tossisce o si starnutisce. Oppure attraverso mani e superfici contaminate. Il punto è lì, non sul comodino.

Mezza cipolla su un piattino sul comodino, con finestra aperta e tenda leggera in una camera da letto
Una cipolla tagliata sul comodino davanti a una finestra aperta, simbolo del rimedio domestico e dell’importanza del ricambio d’aria.

Una cipolla tagliata in camera non cambia queste vie di contagio. Se una persona malata tossisce in una stanza chiusa, le particelle respiratorie possono restare nell’aria per un po’ o depositarsi sulle superfici. Dipende dall’aerazione, dalla distanza e dai comportamenti delle persone presenti. La cipolla, in tutto questo, resta semplicemente un alimento esposto.

Lo stesso vale per i batteri. Alcuni microrganismi possono contaminare gli alimenti se vengono toccati con mani sporche o lasciati troppo a lungo a temperatura ambiente. Ma questo non dimostra che la cipolla stia ripulendo la stanza. Anzi: una cipolla tagliata e dimenticata per ore va trattata con cautela, soprattutto in cucina o in locali poco arieggiati.

Macchie, odore e lacrimazione: cosa succede davvero alla cipolla tagliata

Quando una cipolla tagliata cambia colore, perde consistenza o mostra piccole macchie, la spiegazione più probabile è l’ossidazione, insieme alla perdita di umidità e all’esposizione all’aria. Il taglio rompe le cellule, libera sostanze volatili e avvia trasformazioni visibili anche nel giro di poche ore. Nulla, da solo, indica che abbia intrappolato germi presenti nella stanza.

L’odore forte può trarre in inganno. Le sostanze liberate dalla cipolla irritano occhi e mucose, causando lacrimazione, bruciore al naso e, in alcune persone, una sensazione momentanea di naso più libero. “Mi si è aperto il naso”, si dice spesso. Ma quella sensazione non è una cura per il raffreddore.

In una stanza chiusa, poi, l’aroma può diventare pesante e disturbare il sonno, soprattutto per bambini, anziani o persone sensibili agli odori. C’è chi non avverte quasi nulla e chi invece riferisce irritazione o mal di testa. Sono reazioni legate all’odore e alle mucose, non un trattamento contro tosse, congestione, influenza o infezioni respiratorie.

Ventilazione, igiene e isolamento: le misure che riducono il rischio in casa

Per ridurre le particelle respiratorie negli ambienti chiusi, la misura più utile resta la ventilazione. Aprire porte e finestre, anche solo per pochi minuti più volte al giorno, aiuta il ricambio d’aria e abbassa la presenza di aerosol respiratori in casa. È un gesto semplice, ma ha basi molto più solide di qualsiasi rimedio da comodino.

Contano anche l’igiene delle mani, la pulizia delle superfici toccate spesso — maniglie, interruttori, telefoni, tavoli — e l’abitudine di coprire bocca e naso quando si tossisce o si starnutisce. Se una persona ha sintomi respiratori, è prudente limitare i contatti ravvicinati, usare fazzoletti monouso e arieggiare di più la stanza. Piccole attenzioni, ma ripetute.

Una cipolla tagliata può anche restare in camera, se l’odore non dà fastidio. Ma non deve sostituire ventilazione, igiene o cure mediche. In caso di difficoltà respiratoria, dolore al petto, febbre persistente o peggioramento delle condizioni generali, la scelta giusta è contattare un medico. Non affidarsi al piatto sul comodino.

Quindi sì, possono esserci alcuni benefici dati sicuramente dalle proprietà stesse del prodotto ma non bisogna credere che sia un salva vita, è semplicemente un piccolo aiuto per alcune condizioni che possono pertanto tornare utili come vecchi trucchetti, in fondo non è certo pericoloso quindi è un gesto che, volendo, si può compiere senza problemi. 

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