L’idea nasce dalla diffusione dei pagamenti contactless e dalla tecnologia NFC, ormai integrata in quasi tutte le carte di debito e credito emesse negli ultimi anni. Basta avvicinare la carta a un lettore, senza nemmeno estrarla dal portafoglio, per autorizzare piccoli importi: una comodità che però apre anche uno spiraglio teorico a letture non autorizzate, effettuate con dispositivi portatili in ambienti affollati come mezzi pubblici o eventi.
Per contrastare questo rischio, molte persone hanno iniziato a inserire tra le banconote e le carte un semplice foglio di carta stagnola, sfruttando un principio fisico noto da oltre un secolo: la cosiddetta gabbia di Faraday. Un materiale conduttore che avvolge completamente un oggetto è in grado di bloccare gran parte delle onde elettromagnetiche provenienti dall’esterno, impedendo ai lettori RFID di raggiungere il chip della carta e di completare la lettura a distanza.
Perché alcune persone stanno avvolgendo le banconote nell’alluminio
Il meccanismo funziona davvero, e diversi esperti di sicurezza digitale lo hanno confermato negli ultimi mesi: l’alluminio, essendo un buon conduttore elettrico, genera correnti che deviano il segnale invece di lasciarlo passare, rendendo il chip di fatto invisibile finché la carta resta avvolta.

Perché il trucco abbia un senso pratico, però, servono due condizioni precise: il foglio deve avvolgere la carta o il pacchetto di banconote su tutti i lati, senza lasciare zone scoperte, e va sostituito quando si consuma o si strappa, perdendo la sua continuità metallica. Un foglio piegato male, o troppo sottile in alcuni punti, riduce sensibilmente l’efficacia dello schermo, vanificando lo scopo per cui viene utilizzato.
Il legame con le banconote, più che con la fisica del contante in sé, ha a che fare con il modo in cui la maggior parte delle persone organizza il portafoglio: banconote e carte contactless finiscono quasi sempre nello stesso scomparto, arrotolate o impilate insieme, e avvolgere l’intero mazzetto in un unico foglio diventa un modo pratico per proteggere in blocco tutto ciò che si porta con sé, senza dover maneggiare separatamente ogni singola carta. È un dettaglio che sfugge a chi guarda solo al lato simbolico del gesto, ma che spiega perché il consiglio circoli associato al denaro contante e non solo alle carte di pagamento.
Non si tratta comunque di una barriera assoluta, e chi lavora nel settore lo ripete spesso: pensare all’alluminio come a un lucchetto definitivo è un errore, perché resta comunque una soluzione artigianale rispetto ai portafogli con protezione RFID integrata venduti da anni sul mercato, pensati apposta per schermare più carte contemporaneamente senza dover maneggiare pellicole ogni volta che si preleva una banconota.
In Italia, dove l’uso del contactless è cresciuto costantemente negli ultimi anni a scapito del contante tradizionale, il tema della sicurezza dei pagamenti digitali è diventato una preoccupazione quotidiana per una fetta crescente di consumatori, anche al di fuori delle grandi città e delle fasce più giovani della popolazione.
Per chi ha già una custodia schermata, controlla regolarmente i movimenti tramite l’app della banca e utilizza le notifiche di sicurezza attivabili sulla maggior parte dei conti correnti, il foglio di alluminio resta più che altro un accorgimento aggiuntivo, quasi simbolico. Per altri, invece, è il primo passo per iniziare a ragionare più seriamente sul tema, senza dover spendere nulla e senza cambiare le proprie abitudini quotidiane più di quanto richieda infilare un ritaglio di stagnola nella tasca del portafoglio.
